Moggio Udinese è un alto paese delle montagne friulane, posto alla confluenza del Canal del Ferro con la Val d’Aupa e circondato dalle Alpi Giulie e dalle Alpi Carniche. Posto in posizione dominante sull’alto di un dirupo, s’affaccia sul fiume Fella e ha avuto sempre una posizione molto importante sin dai tempi dell’impero romano. Si ricorda specialmente durante la prima guerra mondiale, poiché si rese protagonista in occasione della disfatta di Caporetto, quando gli artificieri italiani decisero di far saltare il ponte di ferro sul Fella che univa Moggio alla strada statale.

Con tutte le caratteristiche di un classico centro abitato della Carnia, Moggio Udinese (in particolare Moggio di Sopra) si fa conoscere soprattutto per la sue celebre Abbazia, l’Abbazia di San Gallo. La chiesa dedicata al santo e il complesso abbaziale sorgono in luogo di un antico castello nel 1086, attorno ai quali poi si formò il borgo. Consacrata nel 1119, fu un’abbazia molto riconosciuta e influenzò notevolmente la vita civile e religiosa dell’intera vallata, essendo anche dipendente dall’importante monastero di San Gallo in Svizzera. Nel corso degli anni gli abati di Moggio acquisirono sempre più autorevolezza nelle comunità limitrofe, fino a giungere tuttavia alla chiusura dell’abbazia nel 1777. Nel 1800 l’antica torre venne trasformata in carcere. L’abbazia venne semidistrutta dal terremoto del 1976 e poi ricostruita come numerosi altri elementi architettonici friulani. Dal 1985 è diventata un monastero femminile di clausura.

Come molti luoghi in cui abbiamo buttato un voli, anche l’Abbazia di Moggio Udinese nasconde una leggenda, avente come protagonista una giovane di nome Bele. Figlia del mugnaio sul fiume Fella, era felicemente fidanzata con il suo amato Angiolo. Della bella ragazza, tuttavia, si innamorò anche un frate dell’abbazia. Quest’ultimo un giorno la vide mentre era intenta a raccogliere camomilla in un campo e gli venne in mente di invitarla in abbazia a bere un liquore alle erbe. Bele però non volle accettare l’invito del frate, che la fece rimanere molto sospettosa.
Il frate le provò tutte e insistette molto per portare la bella all’abbazia, ma non riuscì a convincerla. Era talmente innamorato di lei che le sue lusinghe arrivarono fino a pregarla di donargli anche solo un suo capello. La ragazza, tuttavia, era cosciente del fatto che molti frati erano in grado di escogitare alcuni sortilegi; mentre questo era distratto, dunque, prese un crine del cesto che conteneva la camomilla e lo diede al frate che, felice di quanto ottenuto, ritornò in abbazia.
La ragazza raccontò di quanto successo al fidanzato e alla madre, che cautamente appese fuori dalla porta il cesto con cui Bele aveva raccolto la camomilla. I sospetti diventarono certezze la sera stessa, quando, con i primi rintocchi di mezzanotte, il cesto cadde dalla porta prendendo vita e correndo verso l’abbazia. Il frate, quindi, ottenne con il suo sortilegio solo un setaccio per la raccolta delle erbe anziché dell’onesta e angelica Bele.

Una caratteristica e curiosa leggenda, come caratteristico e curioso è il borgo di Moggio Udinese, situato nel cuore della nostra Carnia e circondato da celebri e affascinanti gruppi dolomitici.

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