Secondo le stime medie risalenti al 2025, la popolazione avianese si aggira intorno ai 9.000 abitanti. Ciò rende Aviano un comune di modeste dimensioni, con un buon numero di locali capaci di attrarre pubblico dai dintorni e diversi edifici artistici e culturali degni di attenzione. In tali circostanze si discute del valore storico del Castello di Aviano, di Villa Policreti e delle numerose chiese che costellano il territorio circostante fino a Villotta e a Marsure. Ma a pochi passi dall’entrata di Aviano, proprio di fronte alla Piazza Duomo, si staglia Palazzo Menegozzi, ora anche conosciuto come Palazzo Carraro.

Progettato tra il 1750 e il 1770, ci vollero quasi dieci anni per portare a termine i lavori, i quali dovettero inglobare le strutture precedentemente edificate nell’area divenute di possesso dei Menegozzi. Non è chiaro, però, a chi sia stata affidata la progettazione del palazzo. La matrice dell’impianto architettonico, la quale è veneta, porterebbe a pensare che sia stato proprio Francesco Riccati, conoscente dei Menegozzi e mente dietro alla Piazza Duomo di Aviano, ad essere stato incaricato di occuparsi dei giardini retrostanti, se non addirittura della progettazione dell’intera villa. Altri potenziali architetti potrebbero essere stati Bernardino Maccarucci o gli Andrioli, ma non sono state rinvenute testimonianze certe per poterlo affermare in maniera decisiva.

È noto, però, che gli affreschi al suo interno, dipinti in stile ottocentesco, sono da attribuire ad Andrea Porta, artista veronese che si occupò soprattutto delle sale al pianterreno. La maggior parte di essi riproducono con colori vivi il paesaggio locale tramite panorami ampi, ariosi e pacifici, in cui risaltano costruzioni tuttora visibili da Aviano quali il Castello di Aviano, la Chiesa della Madonna del Monte e la zona di Giais. Attraverso questi ritornano in vita i costumi e la flora tipica del territorio, in episodi che restituiscono non solo un ambiente quasi bucolico, ma anche eventi di caccia e di pesca.  

Sono questi stessi affreschi che per lungo tempo hanno rappresentato la storia e l’identità culturale di Aviano, in quanto immortalati e diffusi tramite specifiche cartoline stampate e vendute nella zona. Il Palazzo non accoglie unicamente dipinti e affreschi, ma anche un cospicuo numero di statue, visibili sui frontoni della facciata, che richiamano 11 eroi e divinità provenienti dalla mitologia greca. Questi, insieme al parco situato nella corte interna, sembrano custodire il palazzo nella sua interezza, il quale si suddivide in un corpo centrale e in due ali laterali. Tre sono i piani su cui il palazzo si articola; ed è da questi che si può osservare il secondo giardino, il quale custodisce una piscina interna ormai non più agibile e una lunga distesa verde costellata da alberi. 

Parte di questi giardini furono poi espropriati dal comune di Aviano. Nonostante lo stato di abbandono in cui la villa era caduta, fu l’imprenditore Bruno Carraro a investire parte del suo patrimonio affinché fosse restaurata completamente. Il Palazzo, il quale si compone di scalinate e numerose sale, quali ad esempio la sala musica e la sala del ricamo, funge al giorno d’oggi da sede dell’azienda Domovip Italia Srl., la quale ospita eventi artistici e culturali in speciali circostanze.


Per approfondire

  • Donatella Schettini e Stefano Polzot, Storia di Aviano, 2009, Edizioni Biblioteca dell’Immagine
  • Sergio Pratali Maffei, Ville venete: la regione Friuli Venezia Giulia, 2006, Marsilio Editore