La città di Monfalcone è stata da sempre un luogo di importanza strategica per la sua posizione e quindi posta nelle mire di numerose potenze internazionali che tentarono di conquistarla. In questo articolo verrà raccontata la storia di questo luogo, ponendo l’accento sui conflitti qui avvenuti e sulle popolazioni che si sono alternate il controllo di questi territori, apportando importanti contributi culturali e patrimoni di conoscenze, contribuendo a formare ciò che oggi è questa città.

In età preromana nella zona nella quale sorge la città di Monfalcone, vennero costruiti ben quattro castellieri, ovvero dei borghi fortificati posti in queste particolari zone a causa del loro potenziale altamente strategico per il controllo della zona costiera che va da Grado a Trieste, fino all’Istria settentrionale. Un’altra motivazione plausibile per cui il controllo di quest’area fosse particolarmente importante già in età molto antica fu, probabilmente, la sua vicinanza alla Via dell’ambra e dell’ocra, la strada che trasportava la preziosa resina fossile dal Mare Baltico e dal Mare del Nord fino al Mediterraneo, passando proprio attraverso queste terre.

Con l’arrivo dei romani, Monfalcone conobbe un periodo molto prospero che la vide dapprima essere una colonia, per poi diventare municipium e ottenere la cittadinanza romana vera e propria nel I secolo a.C, posto a guardia della strada che conduceva da Trieste ad Aquileia. Come testimonianza di quest’epoca, possiamo ancora ammirare le celeberrime terme nell’odierna Piana del Lisert presso le Insulae Clarae del Lacus Timavi, visitate persino da Plinio e dall’Imperatrice Livia, poi distruttie dall’invasione unna guidata da Attila nel V secolo d.C. Con la decadenza dell’Impero romano, Monfalcone iniziò a vivere un periodo in cui si alternarono le incursioni di diverse popolazioni barbare. Le invasioni barbariche terminarono solo nel 489 quando Teodorico, a guida degli Ostrogoti, sconfisse Odoacre sul fiume Isonzo e, per celebrare la vittoria sul nemico, costruì la Rocca di Monfalcone, ancora oggi simbolo della città.

Nel 967, grazie ad Diploma di Ravenna emanato da Ottone I, Monfalcone e le sue zone limitrofe vennero cedute al Patriarcato di Aquileia, che stava progressivamente aumentando il proprio potere temporale e che affidò la gestione della città dapprima ad un gastaldo patriarcale e poi ad un capitano. Intanto la cittadina aveva allargato la sua zona di influenza ed erano state costruite alte cinte murarie e fossati che andavano a difendere l’abitato. Il primo documento che nomina la città come “contrata Montis Falconis”, risale al 1260 e rimarca l’acquisizione del territorio da parte del Patriarcato, ai danni del Conte di Gorizia Mainardo. Questo fu solo il primo tra i numerosi conflitti che videro contrapporsi Aquileia e Gorizia con lo scopo del controllo dell’area di Monfalcone. Nel 1289 si ha testimonianza, da un altro documento dell’epoca, della presenza di un “castrum inferius”, in quanto la Rocca veniva definita come “Castrum superius”, suggerendo quindi la presenza di una seconda fortificazione alla base della città. Dopo l’acquisizione del Friuli da parte di Venezia, il Patriarcato di Aquileia perse progressivamente potere e, il 14 luglio 1420, dopo tre giorni di assedio, la città di Monfalcone si arrese alle truppe del doge Tommaso Mocenigo, dando inizio al dominio veneziano sul territorio.

Nei quattro secoli seguenti la città fu teatro di nuovi scontri dapprima con i Turchi (1470-1499) e poi con l’Impero austroungarico (1508-1521). I tentativi di incursione dei turchi nella città di Monfalcone furono ben tre: il primo, nel 1472, vide la città assistere impotente alle scorrerie dei turchi  (stimati tra gli 8.000 e i 20.000) nei territori limitrofi, la seconda, nel 1477, che vide i monfalconesi respingere le truppe nemiche sotto la guida del potestà Barbarico e, la terza, nel 1499, non interessò la città, in quanto ben protetta dalle nuove fortificazioni fatte erigere nel 1488. Nel 1508 cominciarono invece le dispute tra Venezia e l’Imperatore Massimiliano I d’Asburgo: le truppe austroungariche giunsero a Monfalcone dopo aver sconfitto i veneziani nel 1509 a Trevignano e la città fu costretta ad arrendersi; il dominio dell’Impero asburgico durò però solo fino al 1515, anno in cui la Serenissima riuscì a recuperare il dominio sul territorio. Il controllo del territorio da parte di Venezia terminò definitivamente nel 1797, quando la Repubblica decadde e lasciò il territorio dell’isontino in mano agli austriaci.

Sotto il dominio dell’Impero asburgico, Monfalcone conobbe una rapida crescita industriale, segnata dallo sviluppo di una fiorente industria cantieristica, tra cui ricordiamo la prospera industria del Cantiere Triestino, oggi Fincantieri, fondata dai fratelli Cosulich nel 1908, destinata a ricoprire un ruolo di particolare importanza nazionale e internazionale. A quest’industria si affiancò la costruzione di una rete ferroviaria che collegava Vienna a Trieste, Udine, Treviso e Venezia.

Monfalcone si ritrovò nuovamente catapultata nei conflitti in internazionali durante la Prima Guerra Mondiale, trovandosi in una zona vicina al fronte: la guerra tra Austria e Italia cominciò nel 1915 e questa città diede contributi importanti grazie a personalità come Ezio Giacich e Emilio Ciriani, baluardi dell’irredentismo italiano. Alcune zone limitrofe alla città divennero località di celebri battaglie come, ad esempio, Monte Sei Busi, Monte Ermada e Quota 85, ribattezzata Quota “Toti”. La fine della Grande Guerra lasciò, però, Monfalcone in rovina, a causa dei frequenti bombardamenti attuati dai nemici sull’intera area. Nel 1921 la città, assieme alla Venezia Giulia e ai territori della Dalmazia, divenne ufficialmente italiana.

Nella Seconda Guerra Mondiale, Monfalcone venne bombardata ben sette volte, subendo gravi devastazioni e massicce perdite di civili. Alla fine della guerra, la città venne decorata con la medaglia d’argento al valore militare che andava a riconoscere lo spirito eroico e il senso di italianità dei suoi abitanti. La città divenne quindi definitivamente italiana con il trattato di Parigi del 1947. Nel secondo dopoguerra oltre alle attività cantieristiche, si svilupparono nuove attività industriali chimiche, elettriche e siderurgiche, che permisero la crescita della città e della popolazione.

Abitata da tempi antichissimi , la città di Monfalcone e le sue zone limitrofe furono teatro quindi di numerosi conflitti e battaglie ma, allo stesso tempo, le opportunità di incontro fra culture diverse e gli apporti che quest’ultime diedero furono infinite, creando un ambiente nuovo e di importanza internazionale.

Condividi: