Il Santuario della Beata Vergine di Castelmonte, conosciuto in Friuli come Madone di Mont, è nella lista dei posti che un friulano visita almeno una volta nella vita, un must nella tradizione di queste terre.

Protagonista di assidui pellegrinaggi da parte dei fedeli, questo luogo immerso nelle montagne ha origini antichissime.
Già durante le invasioni barbariche del V secolo, era sorta in questa zona strategica una guarnigione romana a difesa e controllo delle vallate del Natisone, dello Judrio e soprattutto dell’antica città romana Forum Iulii, l’antica Cividale del Friuli. Fu proprio in questa occasione che, secondo la leggenda, venne costruito un piccolo sacello dedicato a Maria e San Michele Arcangelo: l’origine del santuario che, grazie a questo episodio, viene collocato nel cristianesimo primitivo. Da allora in poi questo luogo fu utilizzato anche come rifugio e nel corso degli anni si trasformò in una fortezza sempre più conosciuta e solida per Cividale e tutto il Friuli.
Questa rocca, impregnata di misticità, fede e senso di protezione della Vergine Maria, divenne presto uno scudo e un conforto alle frontiere orientali della Patria del Friuli e dell’Italia – grazie anche alla forte devozione della vicina comunità di Aquileia verso questa figura femminile della cristianità  – divenendo un vero e proprio borgo fortificato.

I primi documenti scritti risalgono al 1175, mentre altri atti datati 1244 e 1247 attestano che Castelmonte era già ritenuta all’epoca una delle località più importanti del Patriarcato di Aquileia, anche in termini di prosperità economica.

Tuttavia, non sempre il santuario conobbe periodi positivi: nel 1469 venne colpito da un grave incendio che andò a danneggiare anche la statua lignea della Madonna. Il tempio fu ricostruito dieci anni dopo e al suo interno venne posta una statua in pietra raffigurante la Madonna Nera con il bambino, visibile ancora oggi presso l’altare maggiore e simbolo per eccellenza di Castelmonte.
Successivamente, anche i terremoti del 1511 e 1513 misero in difficoltà la struttura, semidistruggendola: quasi immediatamente però, il santuario venne riedificato, ampliato e abbellito.

Dal 1913, dopo il decadimento delle usanze feudali abolite nel 1797 e un periodo di occupazione francese, il santuario venne affidato all’ordine dei francescani cappuccini.

Situato nel comune di Prepotto in provincia di Udine e a soli 7 chilometri da Cividale del Friuli, questo luogo si trova a ridosso delle Alpi Giulie a 618 metri di altezza.

In ogni stagione Madone di Mont è protagonista di pellegrinaggi o meta turistica per chi brama conoscere. Le date predilette dai fedeli sono, naturalmente, il 25 marzo (giorno dell’Annunciazione), il 15 agosto (giorno dell’Assunzione) e l’8 settembre (la Natività di Maria).
La devozione invece all’Arcangelo Michele aveva assunto più importanza durante il periodo longobardo; tuttavia ancora oggi, grazie all’affascinante mito che caratterizza questo personaggio, molti vengono a far lui visita nella cripta sotterranea, in cui si trova la celebre statua dell’Arcangelo che sconfigge Satana con la sua spada; tappa da non perdere per chi vuole visitare questo posto intriso di leggenda.

Una delle tradizioni più famose e radicate nella cultura friulana è proprio quella di effettuare il pellegrinaggio a piedi, talvolta anche scalzi, partendo dalle pendici della salita che porta al santuario, da Cividale o dalle valli del Natisone seguendo il sentiero CAI 760. La salita al borgo è caratterizzata da edicole sacre costruite nel 1864 (le originali risalivano al 1600) contenenti raffigurazioni dei 15 misteri del Rosario: a ogni edicola si è soliti fermarsi per una preghiera o, appunto, celebrare un mistero del Rosario.

Un luogo ricco di leggende che conserva racconti misteriosi e travolgenti, che il bambino in ognuno di noi ricorda. Come dimenticare l’ansia che sale scendendo le scale della cripta in cui l’Arcangelo Michele calpesta il diavolo e lo punisce con la sua spada dorata? E ancora: come non ricordare il lancio della moneta che deve cadere sul vassoio tenuto dall’angioletto, che preannuncia un nostro ritorno al santuario e quindi una vita sicuramente più longeva?
Inoltre, ai piedi della fortezza, ma anche in alcune viuzze interne di stampo tipicamente medievale, si possono incontrare graziosi negozietti che vendono santini, reliquie e souvenir ma anche piccoli angoli in cui vengono venduti prodotti tipici del luogo.

Un ottimo spunto per passare una giornata all’insegna della storia, della tradizione, della spiritualità e della curiosità.

 

foto di: Cescozocca

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