Tutti associano le radici friulane di Pier Paolo Pasolini a Casarsa, paese natale della madre. Pochi sanno, invece, che il poeta visse anche a Sacile in due periodi distinti: nel 1929 e tra il 1931 ed il 1932. Qui frequentò parte delle scuole elementari sulle rive della Livenza.

Il giovane Pier Paolo, infatti, nacque a Bologna il 5 marzo 1922. Per via della carriera militare del padre Carlo Alberto, l’infanzia di Pasolini fu un susseguirsi di trasferimenti in diverse località del Nord Italia. Il poeta così si spostò da Bologna a Parma poi Conegliano, Belluno, Casarsa, Sacile nel 1929, Idria (attualmente in territorio sloveno) nel 1930 e, di nuovo, Sacile nel 1931.

In particolare, Pasolini nel 1929 fu inserito in una classe mista della scuola Vittorino da Feltre, in un’epoca in cui solitamente vi era una rigida suddivisione tra classi maschili e classi femminili. Ancora oggi, la facciata dell’edificio conserva le vecchie scritte d’entrata delle classi “maschili” e “femminili”.

Targa in bronzo a ricordo di Pasolini a 40 anni dalla morte, Sacile (PN), casa in cui ha abitato dal 1929 al 1932, 36cm x 50cm, 2015. 

La fase sacilese di Pasolini è descritta in modo dolce e trasognato dal libro “Il calore dipinto sulle cose: Immagini di vita sacilese nei ricordi di Pier Paolo Pasolini” di Nino Roman. Prendendo spunto da degli scritti pasoliniani degli anni 40′ e 50′ pubblicati postumi, Roman riporta le testimonianze di alcune persone che a Sacile avevano avuto modo di conoscere da vicino Pier Paolo e la sua famiglia, che all’epoca abitava in uno stabile di Piazza Duomo all’angolo di via San Martino e Solferino, l’odierna via Gasparotto.

Così, alla tenera età di 7 anni, il giovane Pier Paolo aveva trovato l’ambiente adatto in cui iniziare ad esprimere la propria sensibilità d’animo attraverso la poesia. Tra passeggiate campestri a braccetto con la madre e i giochi in compagnia dei bambini della contrada del Duomo, Pasolini aveva iniziato a comporre i primi versi.

Chiaramente, i versi che il giovane Pier Paolo aveva iniziato a comporre erano dedicati principalmente alla madre, alla quale era legato in modo spiccato, ai limiti del morboso.

Targhetta de “La Primula”, poesia del 1929 collocata nei Portici Di – Versi di Via Gasparotto a Sacile (PN).

Tornando al profilo scolastico, dai registri dell’epoca, risulta che Pasolini fosse essenzialmente uno studente modello, che aveva riportato la valutazione “lodevole”  nella maggior parte delle materie. Come tutti i bambini precoci e particolarmente dotati, però, incappò in qualche incomprensione da parte dei docenti che lo valutavano.

A tal proposito, si ricorda la clamorosa ed immeritata bocciatura agli esami di ammissione al ginnasio (per capirci, l’esame di quinta elementare), in quanto il tema del giovane Pier Paolo venne giudicato dalla commissione sacilese come “imparaticcio“, ossia che in qualche modo il bambino avesse barato e si fosse fatto aiutare dalla madre. L’accusa non solo provocò grande sofferenza al poeta, ma soprattutto scatenò l’ira del padre Carlo Alberto, che portò il figlio Pier Paolo a Udine per sostenere la sessione d’esame successiva per l’ammissione al ginnasio.

Salvo questo incidente di percorso, indubbiamente nell’immaginario pasoliniano il Giardino della Serenissima rimaneva una sorta di “non luogo” , in cui il Poeta collocava alcuni degli anni più belli della sua vita.

Nelle rime di Partenza da Sacile  (cit. pag. 21, da “Album Paolini”, curato da Chiarcossi G., Edizioni Mondadori, 2005) possiamo leggere alcuni versi carichi di affetto e di nostalgia:

Il ragazzo piangente vuole imprimersi / nel cuore ciò che fugge indifferente / dietro a quella carrozza che già quasi / lo consola. E intanto egli intravede, /  l’ultima volta!, il vetro verdecupo / della Livenza incresparsi sotto il ponte / in una pace odiosa.

I portici di Via Gasparotto, ex Via San Martino e Solferino a Sacile (PN).

Concludiamo questo breve excursus sugli esordi pasoliniani, invitando i lettori a visitare Via Gasparotto a Sacile (PN). Grazie all’impegno di autentici appassionati, associazioni culturali ed enti locali, dal 2019 è diventata il museo a cielo aperto dei Portici Di – Versi della fase giovanile del poeta.

Sotto i portici della contrada, infatti, sono state affisse alcune delle prime composizioni di Pier Paolo Pasolini.

Buona visita e buona lettura!

 

 

 


 

Per approfondire: 

  • Nino Roman, Il calore dipinto sulle cose. Immagini di vita sacilese nei ricordi di Pier Paolo Pasolini,  Dario De Bastiani Editore, 2022.
  • Enzo Siciliano, Vita di Pasolini , UTET, 2025. 
  • https://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/notizie/le-immagini-della-cerimonia-di-intitolazione-del-vicolo-pasolini-a-sacile-pn/, relativamente al vicolo intitolato nel 2019 a P.P. Pasolini e ai Portici Di – Versi dedicati al poeta;
  • https://www.albertopasqual.it/pages/monumenti.html, Alberto Pasqual, Targa in bronzo in ricordo di Pasolini a 40 anni dalla morte, Sacile (PN), casa in cui ha abitato dal 1929 al 1932, 36cm x 50cm, 2015.