“Eresia e Ortodossia a confronto” è il titolo della mostra ospitata presso la Biblioteca Nazionale Marciana dal 4 dicembre al 18 gennaio 2026, attualmente prolungata fino a domenica 22 febbraio presso le Sale Monumentali.
Più ci si avvicina al Medioevo più si è soliti immaginare il passato come un’epoca buia, oscura, piena di ignoranza e contraddizioni. Eppure, come asserisce la Professoressa Alessandra Bucossi, curatrice della mostra insieme a Marco Fanelli, Ottavia Mazzon e Niccolò Zorzi, “gli antichi non smettevano mai di riflettere e studiare.”
È il modo con cui esordisce durante la visita guidata tenutasi martedì 4 febbraio, ragione che ha portato la redazione de L’oppure a farsi strada tra la pioggia e le calli di Venezia. La capacità logica dei Greci fu assorbita dai Bizantini, i quali diedero vita agli straordinari manoscritti che si possono ora ammirare a poca a distanza da Palazzo ducale, Piazza San Marco e la omonima Basilica.
Sono questi manoscritti i veri protagonisti della mostra. L’arco temporale che essi coprono è il periodo a cui gli studiosi fanno riferimento come al lungo XII secolo – il secolo della dinastia dei Comneni, della rifioritura dei testi classici e del complesso intreccio di vicende politiche e militari che videro la Chiesa scontrarsi contro i Turchi. È anche il periodo dei dibattiti sacri religiosi incentrati sulle eresie ariane, monofisite e nestoriane.
In Gesù Cristo esiste una sola natura, quella divina, che assorbe quella umana? La natura di Gesù è eterna o ha sostanza diversa rispetto al Padre? O, come era stato affermato durante il Concilio di Calcedonia del 451 d.C., Cristo è una sola persona ma con due nature diverse?
Per partecipare ed esprimersi su dibattiti religiosi incentrati su questi temi, gli intellettuali e i letterati coniarono una nuova terminologia ricca di sfumature per stare al passo con i tempi. Questa, poi, si tramutò in minuziosi commentari e straordinarie tabelle e illustrazioni.
In alcune di esse i padri latini e greci sono ritratti vicino a un evangelista, in quanto ispirati e ritenuti altrettanto rilevanti per trasmettere la parola di Cristo. In diversi altri commentari, invece, sono riportati non solo i dibattiti sulle eresie, ma anche il pensiero religioso dell’epoca riguardo all’Islam e all’ebraismo, ai Turchi e agli Armeni – in un percorso che comprende le Sacre Scritture e Atti di Concili, i codici dell’Antico e del Nuovo Testamento e le grandi compilazioni antiereticali.
Questi testi furono tratti in salvo dopo la caduta di Costantinopoli dal cardinale Bessarione, grande umanista e intellettuale, il quale volle proteggere i dotti bizantini e le loro opere per preservare almeno una parte dello straordinario patrimonio bizantino. Trasportati successivamente fino a Venezia, il cardinale Bessarione creò poco alla volta la sua enorme biblioteca privata, la quale fu poi data in dono alla città di Venezia permettendo la nascita della Biblioteca Marciana.
In una mostra che unisce arte e storia, aspetti filosofici e teologici, il rapporto tra ortodossia ed eresia va a ricoprire un significato più ampio, forse a dir poco fondamentale per interpretare uno snodo tanto cruciale della storia dell’Impero Bizantino. Nata dal felice sodalizio tra l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’Università degli Studi di Padova la mostra “Eresia ed Ortodossia a confronto” rappresenta un tuffo nel passato all’interno dei manoscritti bizantini e delle vicende religiose del XII secolo.
Avianese di nascita, autrice di articoli e storie brevi per passione, trascorro il mio tempo libero leggendo romanzi fantasy e divorando serie televisive fantascientifiche. Coltivo da sempre un grande interesse per l’Asia, a cui si aggiunge un immenso (e assai recente) amore per la storia romana. Attualmente mi sto laureando presso la facoltà di Filosofia dell’università Ca’ Foscari di Venezia.