Nelle giornate di sabato 3 e domenica 4 ottobre il Comune di Pordenone ha organizzato un “Open day” all’Ex Convento di San Francesco in Piazzale della Motta, in occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco Patrono d’Italia.

Grazie alla magistrale esposizione di guide professionistiche, il pubblico ha potuto conoscere in modo approfondito uno dei luoghi più affascinanti del centro storico di Pordenone.

La storia del Convento inizia nel 1419, quando il nobile Francesco Ricchieri lasciò una donazione all’ordine dei Francescani di Pordenone per il loro sostentamento e la costruzione di un convento. Originariamente, i Francescani avevano la propria sede nel borgo di Sant’Antonio, nella zona dell’attuale zona Stazione/viale Mazzini. Nel 1424 viene testimoniata la posa della prima pietra del Convento e nel 1434 vi fu la consacrazione della Chiesa.

L’edificio attuale è frutto di diverse ricostruzioni e rimaneggiamenti. Le fonti relative a questi cambiamenti sono scarse e altresì vi sono poche testimonianze relative all’attribuzione degli affreschi presenti al suo interno. Lo stabile fu completamente distrutto nel 1514: in quell’anno, il condottiero veneziano Bartolomeo d’Alviano condusse a Pordenone una missione antiaustriaca, per riportare la città sotto il dominio della Repubblica di Venezia.

Il Convento di San Francesco fu ricostruito nel 1700 ma venne utilizzato in quando tale per poco tempo. Nel 1789 la Repubblica di Venezia, in seguito ad un censimento di chiese e conventi, decise di sopprimere il Convento francescano di Pordenone e lo stabile divenne un’abitazione privata. A seguire, nel 1789  l’edificio fu acquistato dalla famiglia Galvani, che vi stabilì un’attività di distillati e rosoli. Infine, nel 1920 l’edificio venne acquistato dalla famiglia Ferronato, nota ancora oggi per l’attività di commercio di vini e alcolici.

La chiesa ed il chiostro furono acquistati dal Comune di Pordenone nel 1970, mentre la parte restante parte fu acquistata nel 1991 diventando oggetto di un profondo intervento di restauro.  A partire dagli anni 2000 l’ex Convento di San Francesco è un luogo di cultura, con degli spazi dedicati a mostre, uffici comunali e alla ristorazione.

Internamente, nella chiesa sconsacrata e nel chiostro, è possibile apprezzare cicli di affreschi attribuibili probabilmente ad Francesco Antonio de’ Sacchis, detto il Pordenone (1483 – 1539), e a Giovanni Maria Zaffoni, detto il Calderari (1500-1563), allievo del Pordenone. In particolare, sono attribuibili al De’ Sacchis le scene raffiguranti San Francesco che riceve le stimmate,una Maddalena e due sagome lignee dipinte a olio (San Giovanni Evangelista e Madonna dolenti).

Si segnala che il cortile di accesso al chiostro è dedicato ad Antonio Zanussi (1890-1946), imprenditore italiano da cui prese il nome l’omonima fabbrica ed inventore delle cucine con il marchio Rex. Il chiostro e la chiesa sconsacrata sono regolamente utilizzate in manifestazioni e rassegne musicali, letterarie e cinematografiche.

Un luogo da vedere, vivere ed apprezzare. Buona visita.


Per approfondire: 

  • Andrea Benedetti, Storia di Pordenone, Edizioni Il Noncello, Pordenone, 1964.
  • Matteo Gianni, La fondazione del convento di San Francesco di Pordenone, in “Atti dell’Accademia San Marco di Pordenone”, 7-8 (2005-2006), pp. 105-122
  • https://www.comune.pordenone.it/it/vivere-pordenone/luoghi/ex-convento-di-san-francescoreligio
  • https://www.loppure.it/come-nacque-il-convento-di-san-francesco/