Mila era una ragazza solitaria, ma vivace, luminosa e amata da tutti. Ma ormai di lei cosa resta, una volta che si trova faccia a faccia con la quarantina? Ora, con un marito che non ama più, tre figli e un lavoro che non la soddisfa appieno, non le resta che guardare in faccia la realtà e capire  che ha perso il filo del suo destino, la sua passione, ciò che realmente le dava la forza di andare avanti: ma un incontro, un evento, le cambia la vita.

“Santa degli impossibili” è, la quinta opera nata dalla penna di Daria Bignardi, scrittrice, giornalista e nota conduttrice televisiva. Daria, a Pordenonelegge, ha parlato del suo libro come un libro pieno di emozioni e atmosfere e una storia a più voci, dove non solo Mila espone il suo punto di vista, ma anche Paolo e Maddi, rispettivamente marito e figlia della protagonista, dicono la loro.

Ma chi è realmente la “Santa degli Impossibili”, Santa Rita? L’autrice ci parla di come sia venuta a conoscenza della storia di questa santa, durante un soggiorno a Monza e grazie ad una certa preghiera. “Io avevo già scritto il racconto – narra la stessa autrice – quando ad un certo punto vengo a sapere della storia di Santa Rita, e mi rendo conto solo dopo che Santa Rita era quello che mancava alla mia storia!” Daria Bignardi, sorridendo, parla di queste coincidenze tra la storia di Mila, sposata ad un uomo che non ama realmente, e quella della santa, data in sposa ad un uomo diverso e più vecchio di lei, trovando il punto che accomuna le due loro vite, ossia l’arrivo dei quarant’anni per Mila e la morte dei suoi figli per Santa Rita, il vero momento in cui per entrambe bisogna tirare le somme; qui nasce veramente il libro, ora nella sua completezza più assoluta

Questo libro parla molto anche di lei, di Daria, al punto da rubare scene dalla sua stessa vita: “Se avete amici scrittori, non raccontate loro mai nulla che non vorreste leggere in un libro, i migliori scrittori rubano”. Così commenta compiaciuta l’autrice, mentre racconta di come abbia preso scene di vita in casa propria e le abbia trasportate all’interno della vita di Mila.

“E’ un grande privilegio per i ragazzini sapere già cosa faranno da grandi – continua la scrittrice – ed esserne ancora convinti dopo tempo”. Ed è questo che manca a Mila. Dopo tanto tempo, si è dimenticata cosa voleva fare, e alla soglia della quarantina già capisce che questo la sta facendo appassire, e lo capisce come? Piccoli segnali, un herpes, una discussione, le fanno capire che la sua vita non sta seguendo il filo che avrebbe voluto e dovuto. E sta a lei, controfigura della Santa degli Impossibili, ritrovare il filo del proprio destino.

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