Ci siamo, l’attesa è finita!
Ad aprire la 27^ edizioni di Pordenonelegge, ancor prima dell’inaugurazione ufficiale, è l’incontro Voci dalla Guarneriana. Dentro i libri, oltre le storie, con la partecipazione del professor Angelo Floramo, consulente scientifico per la sezione antica della Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli, in dialogo con gli studenti del liceo Leopardi-Majorana.
L’incontro, a cura di Susanna Corelli, Antonella Polesel, Serena Privitera e con la collaborazione di Silvia Corelli, è iniziato con la lettura di uno dei grandi autori della nostra letteratura conservati in Guarneriana: il XXVI canto dell’inferno dantesco, dove si narra del celeberrimo folle volo che portò al naufragio di Ulisse e dei suoi compagni.
L’incontro è volto ad essere un omaggio al libro, spiegano gli studenti del liceo Leopardi-Majorana: i libri ci accompagnano durante tutto l’arco della nostra vita e ognuno, nel bene o nel male, ha lasciato la sua traccia dentro di noi. L’incontro si è sviluppato in un dialogo alternato tra le voci teatrali degli studenti, intenti della lettura di manoscritti e documenti conservati in Guarneriana, e il sapiente commento di Angelo Floramo.
La prima lettura, fatta dal nostro Fabio Martellosio, ha riguardato un passo tratto dalla biografia di Guarnerio d’Artegna, umanista friulano, che con il suo lascito testamentario segnò la nascita della Biblioteca Guarneriana, in data 7 ottobre 1466. Guarnerio stesso, nella sua biografia, sottolinea l’importanza imprescindibile dell’amore per l’esistenza umana, riprendendo un passo della Prima Lettera ai Corinzi di S. Paolo. Anche Angelo Floramo sottolinea la fondamentale importanza dell’amore per avvicinarsi ai libri e avvertirne l’umano che promana dalle loro pagine. Uno dei testimoni più antichi conservati a San Daniel è proprio quello della Commedia, risalente alla fine del Trecento e acquistato da Giusto Fontanini nel Seicento.
Altri codici presenti in Guarneriana raccontano, invece, la quotidianità e le cronache della comunità di San Daniele: ne è un esempio l’interrogatorio di Marta Fiascaris svolto dal Sant’Uffizio nel 1640, oggetto della seconda lettura dell’incontro. Ma cosa aveva fatto di male Marta? Aveva osato ciò che ad una donna del XVII secolo era proibito o visto con grande sospetto: conoscere e sapere. A soli vent’anni Marta sapeva molte più lingue di un cardinale, cosa inaudita al tempo e avvertita come sintomo di eresia. Inoltre, era convinta che, mentre dormiva, il suo spirito uscisse dal suo corpo e visitasse l’aldilà cristiano: disse che le capitò di indentificare un cancello oltre il quale si trovavano i bambini morti senza ricevere il battesimo e per questo dannati. Marta avrebbe aperto il cancello e li avrebbe condotti in paradiso con l’assenso di Dio, che le sorrideva.
Angelo Floramo ha poi spiegato come nella biblioteca si sono conservati numerosi codici inerenti a ricette e rimedi per la salute, i cosiddetti taccuini di sanità. Tra questi un libro di medicina di una autore ebreo, Isacco, tradotto dall’arabo in latino dal monaco cristiano Costantino. Sembra incredibile come, nel XII secolo, l’epoca delle Crociate, la medicina e la cucina potessero unire tra di loro fedi religiose con una lunga storia di conflitti che ancora oggi, purtroppo, non si è conclusa.
L’incontro è proseguito con la lettura di alcune poesie in friulano del celebre poeta Ciro di Pers: nei suoi versi il letterato esalta la vita semplice e agreste, lontano dallo sfarzo e dall’ipocrisia delle corti, in compagnia di pochi e fidati amici, allietati dalla buona tavola e dal buon vino.
L’evento si è concluso con la lettura della poesia in lingua friulana Canto delle Campane del più noto e controverso intellettuale delle nostre terre, ovvero Piero Paolo Pasolini, che nella sua attività artistica e letteraria ha avuto “altezze di voli che oggi definiremmo profetici”, ha sottolineato Floramo.
Molte sono state le testimonianze e le storie che oggi sono state ascoltate all’ex-convento di San Francesco, ma negli scaffali della Guarneriana ne rimangono ancor di più in silenzio, in attesa di qualcuno che dia loro nuovamente voce.
Nato a Pordenone il 5 gennaio 2006, mi sono diplomato al liceo scientifico Michelangelo Grigoletti. Da una profonda passione per la matematica e la fisica mi sono gradualmente rivolto verso il mondo classico e la linguistica antica, accompagnati da una forte attrazione per la pittura e l’arte in tutte le sue forme. Ora studio lettere antiche presso la Scuola Galileiana di Studi Superiori a Padova. Mi definisco un liberale europeista e penso che questa commistione di passioni, prospettive e valori possa costituire la mia guida per un’autentica e fertile valorizzazione della storia e della cultura del Pordenonese.