Chi non vorrebbe sfoggiare un vestito di raso a una première? Chi non vorrebbe camminare in passerella almeno una volta nella vita? Con il Met Gala, quest’anno divenuto oggetto di numerose dispute, e l’uscita recente del Diavolo Veste Prada 2, film cult uscito nei cinema nel 2006, i sogni delle persone si fanno glamour. E alcuni di essi, per una singola serata, diventano realtà. A Pordenone in special modo.
L’iniziativa parte da tre donne: Antonella, Federica e Cristiana. È una proposta spontanea, per molti accattivante, ragione di unione per un’occasione rara e speciale attesa da molti mesi: l’uscita del sequel del Diavolo Veste Prada, film da sempre oggetto di grande scalpore, il quale ha riscosso al botteghino quasi 14 milione di euro solo in Italia alla sua uscita. Ciò che ha spinto questo trio a invitare un tale numero di persone a vedere il film? Il desiderio di seguire alla lettera la speranza di una delle attrici protagoniste, Anne Hathaway.
“Spero che tutti si vestano eleganti e vadano al cinema.” Un po’ come per l’uscita del film Barbie di Greta Gerwig, dove tutti – giovani, mamme e bambini compresi – si sono vestiti di rosa per l’occasione. Un dress code dettato dunque dal marketing del film basato sul tema e sui personaggi coinvolti; un evento per riunire tutti i fan del franchise; un modo come un altro per ridare vita ai cinema e tingerli di tonalità diverse dai comuni vestiti sobri e quotidiani del dopo lavoro.
È per questa ragione che alla première pordenonese del Diavolo Veste Prada 2 si sono presentati al Cinema Zero con tailleur raffinati e borse firmate ben 270 persone. I colori dominanti? Rosso, nero e bianco, tutti accompagnati da tacchi, collane eleganti, rossetti scarlatti e nuovi tagli di capelli.
Tra gli invitati si sono presentate anche numerose donne del settore, ossia parrucchiere, truccatrici, commesse di boutique e proprietari di importanti negozi di moda del territorio. Esattamente come aveva predetto l’attrice statunitense Anne Hataway, la cui carriera prese il sopravvento proprio grazie a questo adattamento del libro “Il Diavolo Veste Prada” di Lauren Weisberger.
Ma l’attrice non fu la prima chiamata per questo ruolo. In realtà fu la nona candidata per la parte di Andrea Sachs. Anne Hathaway, ovviamene, lesse il copione e vide un grandissimo potenziale nella pellicola. Fu per questo che aspettò pazientemente ai margini di hollywood che si profilasse all’orizzonte un piccolo squarcio per entrare a far parte del cast. E come da lei immaginato, il film uscì nei cinema riscuotendo grande successo.
Non è da tutti ottenere un punteggio di 76% su Rotten Tomatoes, eppure il primo film de Il Diavolo Veste Prada era riuscito in questa impresa, conquistando buona parte della critica. Cosa che non si può dire in maniera univoca del sequel, il quale arriva vent’anni dopo dividendo parte dei fan e della critica. C’è chi reputa il film un degno sequel del primo capitolo, completando l’arco dei personaggi, e c’è invece chi, tra i fan, avverte la storia come priva dello charm autentico per cui la storia aveva rimbalzato da muro a muro ponendo finalmente in luce le trasformazioni e i problemi a cui il mondo della moda stava andando incontro.
Bocciato o non bocciato, dunque? Solo il tempo potrà dirlo. Nel frattempo, in aggiunta a un cast di prim’ordine in cui compaiono Maryl Streep, Emily Blunt e Stanley Tucci, il film è accompagnato da una colonna sonora composta da Lady Gaga, Doechii, Laufey, Dua Lipa, Raye, SZE, Miley Cyrus, Olivia Dean, Sierra Spiro e The Marías, ossia giganti di questa generazione musicale, tutte al femminile, che da sempre sono emerse in virtù delle loro capacità canore e del loro spiccato buon gusto nel vestire.

Avianese di nascita, autrice di articoli e storie brevi per passione, trascorro il mio tempo libero leggendo romanzi fantasy e divorando serie televisive fantascientifiche. Coltivo da sempre un grande interesse per l’Asia, a cui si aggiunge un immenso (e assai recente) amore per la storia romana. Mi sono laureata in Filosofia presso l’università Ca’ Foscari di Venezia.