Al ridotto del teatro Verdi si è tenuto ieri sera un appuntamento serale in nome della democrazia e del suo stato attuale. La giornalista Martina Milia ha avuto la possibilità di intervistare davanti al pubblico di Pordenonelegge il consigliere regionale e già sindaco di Udine Furio Honsell e il ricercatore e curatore del libro, omonimo all’evento, Francesco Stoppa.
Il nucleo principale della discussione è rimasto chiaro: la condizione della democrazia occidentale è precaria, sia per sua insita costituzione che per contesto storico. La democrazia, basandosi sul dialogo, sulla mediazione e sul compromesso, può risultare ovviamente imprecisa rispetto ad un governo autoritario ma, come detto da Francesco Stoppa, è una geometria sferica, una sinfonia polifonica e comunitaria. Ma non è solamente la sua struttura a determinare le difficoltà e le incertezze della politica dei nostri tempi. Secondo entrambi i relatori, il contesto sociale odierno è piagato da una frammentazione debilitante che rischia di invalidare il sistema democratico, basato sulla comunità e dai suoi frutti. Andando a scemare dunque il sentimento comunitario e la sua visione d’insieme della popolazione, si indebolisce anche il ruolo democratico delle istituzioni. Queste non puntano più al benessere del cittadino ed al suo sviluppo ma semmai bramano il suo consenso. Di conseguenza, non considerando più le responsabilità nei confronti dei cittadini e non avendo più il desiderio di donare la propria vita alla comunità per dirigerla, secondo i relatori, parte della classe politica attuale, vedendo il concetto di democrazia in un modo distorto, governano inseguendo il luccichio dei palchi e mai il dovere.
A questa situazione i relatori hanno proposto due possibili soluzioni, da una parte il consigliere Honsell cita Camus dicendo che si può solamente “ ridurre matematicamente il dolore del mondo” e seguendo tale principio ricostituire lentamente una società aperta all’ascolto, anche dei più emarginati, proprio perché secondo lo stesso noi esseri umani siamo comunità solamente non lasciando nessuno dei nostri frammenti solo. Successivamente Francesco Stoppa ha invocato la creazione di una nuova classe dirigente che, come detto poco prima, deve avere la capacità e la sensibilità per aprirsi all’ascolto e al servizio. Luogo più importante di questa creazione non può che essere che la scuola che, come ha detto Francesco Stroppa, è la prima occasione per socializzare, la prima volta per parlare e soprattutto per ascoltare e rispettare il prossimo.
Infine la discussione riguardo alla democrazia si è conclusa con un pensiero da parte di Francesco Stoppa, il quale auspica che gruppi di persone giovani e vitali siano in grado di rinvigorire le sfibrate membra della vita pubblica e delle sue istituzioni. Mi sia consentito sottolineare esplicitamente, cosa che non è avvenuta ieri sera se non in modo breve e fugace, che questi fantomatici gruppi di giovani, di cui io stesso faccio parte, siano però i veri protagonisti di questi cambiamenti e non delle semplici stampelle utilizzate per una breve boccata d’ossigeno.
Nato a Milano il 10 novembre 2008. Frequento il liceo Leopardi – Majorana. Desidero dare voce alle tradizioni dei luoghi che mi hanno accolto, dando attenzione a tutto ciò che ci ha preceduto.