Che cosa significa parlare una lingua madre? Non soltanto conoscere un insieme di parole, ma ereditare una cultura, una memoria e un modo di guardare il mondo. È questo il cuore di Lingua Mater, documentario che attraversa gli oceani per indagare il legame profondo tra le persone e le lingue delle loro origini.
La lingua materna, o lingua mater, è il primo linguaggio appreso, quello assimilato quasi senza accorgersene nell’ambiente familiare e culturale. Attraverso di essa riceviamo tradizioni, valori, storie e visioni del mondo. Ogni lingua possiede un modo particolare di pensare e di interpretare la realtà; per questo tutte sono degne di essere trasmesse, anche quelle parlate da comunità molto piccole.
«Che importanza ha ricordare che il mondo ha dialetti?». La domanda attraversa il film e invita a riflettere sul valore delle differenze. L’autore, che ha vissuto per dieci anni in Inghilterra, distingue l’inglese dalla propria lingua d’origine: la prima è una lingua imparata, mentre la seconda rappresenta le radici, il luogo da cui proviene. In un mondo globalizzato, mantenere la propria identità diventa fondamentale. Se tutto fosse uguale ovunque, il mondo sarebbe più povero e meno interessante.
Il documentario rappresenta questa globalizzazione attraverso una scatola: un container che viaggia sulle grandi navi e attraversa gli oceani. È il simbolo di un mondo connesso, capace di unire luoghi lontanissimi, ma anche un contenitore ideale per le diversità che lo abitano. Unire il mondo non dovrebbe significare cancellare le differenze, ma creare occasioni d’incontro tra identità diverse.
Tra le realtà raccontate c’è Guardia Piemontese, in provincia di Cosenza, unico borgo calabrese in cui sopravvive una parlata di origine occitana. La comunità, nata grazie a gruppi valdesi provenienti dalle valli piemontesi, conserva ancora una lingua tramandata attraverso le generazioni. Un parlante occitano intervistato nel film spiega di sperare che non scompaia «perché è parte della nostra tradizione e cultura». Anche il friulano, parlato da circa 600 mila persone, testimonia la ricchezza linguistica italiana.
I numeri mostrano l’ampiezza di questa varietà: nel mondo esistono circa 7.000 lingue e almeno il 40% è a rischio. In media, una lingua scompare ogni due settimane, portando con sé conoscenze e patrimonio culturale. L’Africa rappresenta questa ricchezza in modo particolare: nel continente ci sono circa 1,2 miliardi di parlanti e oltre 2.000 lingue.
Le lingue generazionali sono autentiche, ma non devono essere “incelofanate”. Vanno protette mantenendole vive, usandole e trasmettendole ai più giovani. Lingua Mater ricorda che difendere una lingua non significa conservarla immobile, ma permetterle di continuare a cambiare e a raccontare chi siamo.
Nato il 16 agosto 2006 a Crotone. Mi sono diplomato presso il liceo Leopardi-Majorana e attualmente frequento la facoltà di lettere antiche presso l’Università degli Studi di Udine.