Come tutti sanno, Pordenonelegge viene una volta l’anno. Sono giorni di fuoco per chi ci lavora, sono giorni di festa per la città, e sono momenti di arricchimento – culturale, ma non solo – per tutte le parti implicate. Vi starete chiedendo dunque perché in questo sabato primo aprile vi si pari davanti – probabilmente apparendovi nella home di Facebook – questo articolo. Disclaimer: non è un pesce d’aprile.

Pordenonelegge è un po’ un punto focale per noi de L’oppure, come, oserei dire, per tutti coloro che in questa nostra città si mettono in testa di fare cultura: è il benchmark necessario con cui confrontarsi, ha fatto della narrazione culturale e territoriale qualcosa di nuovo, portando una città di Provincia – assieme anche ad altre iniziative cittadine – a respirare un’aria internazionale e cosmopolita che solo la cultura con la C maiuscola può dare. Una cultura democratica, per tutti, gratuita, ma non per questo scadente, per quanto pop possa essere – un termine positivo pop, eh, non pensate male.

Scrivevo che per noi de L’oppure Pordenonelegge è sempre stato il banco di prova delle nostre capacità e della nostra capacità di fare narrazione culturale seria, solida, social e strategicamente ideata. È, ormai da tre edizioni, un appuntamento che noi de L’oppure copriamo in maniera estremamente capillare, il test di inizio anno, per vedere quanto siamo sul pezzo come narratore culturale collaborativo. È per questo che da oggi, per almeno tre appuntamenti, appariranno nell’àmbito di questa rubrica delle pillole in ricordo dell’edizione passata del festival: un richiamo vaccinale di metà anno, per iniziare già a concentrare l’attenzione sull’edizione ventura del festival.

Si ricorderanno tre autori in particolare, oltre all’atmosfera generale delle giornate di metà settembre: Irvine Welsh, Suor Rosemary Nyirumbe e la filosofa Lisa Kemmerer.

Con i suoi oltre 300 eventi, le sue oltre 120.000 presenze fisiche e le sue moltissime presenze virtuali, il festival, anche durante la sua scorsa edizione, ci ha permesso di indagare il caleidoscopio della letteratura mondiale, attirando, come ormai di consueto, grandi nomi del panorama letterario mondiale. La ‘festa del libro con gli autori’, insomma, ha rispettato nel 2016 la sua nomea: iniziamo, già da oggi, a creare il giusto hype in vista dell’edizione 2017.

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