Un momento importante a Pordenonelegge 2016 è stato quello in cui la città ha potuto incontrare Irvine Welsh, famosissimo scrittore e drammaturgo scozzese autore, tra il resto, del celeberrimo romanzo Trainspotting.

Appassionato pittore di quadri che vogliono rappresentare la realtà e in particolare una realtà, la sua, della parte più disagiata di una Edimburgo descritta nelle sue sfumature più buie, quelle dell’eroina, della violenza, della criminalità, Irvine Welsh è stato in grado di cogliere la cruda realtà di un’epoca e di un luogo.

Pochi sono coloro che non conoscono Trainspotting, nella sua versione cartacea o cinematografica; pochi sono coloro che non conoscono la celeberrima citazione che inizia con ‘scegliete la vita; scegliete un lavoro’. Pochi sono quelli che possono però dire di conoscere personalmente Welsh. Chi scrive ha avuto la fortuna di farlo, frequentandolo per un paio di giorni.

Conoscere, seppur superficialmente, Welsh, è qualcosa di straniante. È un uomo con cui sembra difficile parlare, a maggior ragione se si ha una qualche idea della sua storia personale e delle trame delle sue opere. Tra musica psichedelica, racconti di esperienze con stupefacenti di diversa natura, vini friulani e discussioni sulle condizioni della classe lavoratrice si scopre invece un uomo sì difficile da approcciare, ma che ha le idee molto chiare su molti temi portanti del nostro tempo, idee che ha molta voglia di condividere con gli altri a parole e per iscritto.

È una persona che appare fredda, il cui cinismo pare sconcertante, ma poi il suo humour è costante e pungente, la sua verve contagiosa, quando si aprono anche solo un pochino le gabbie che rinchiudono la confidenza. È una persona allo stesso tempo profondamente impegnata e cosciente della condizione e delle istanze della working class.

La sua è una letteratura realista, ha una visione che sceglie di guardare l’arido vero dell’alienazione delle classi subalterne delle periferie della Scozia, della Gran Bretagna, dell’Europa e del mondo. La volontà di Welsh è stata quella di raccontare una generazione, la sua, senza paure, senza menzogne, in maniera cruda ma realistica, un realismo che arriva fino agli aspetti più profondi della lingua.

Conoscere l’opera di Welsh non è complesso: sono da poco usciti il film Trainspotting 2 e L’artista del coltello, che vedono tornare i personaggi di Trainspotting. La sua presenza a Pordenonelegge è indubbiamente stata un’occasione per molti, ma lasciarsi trasportare dal suo realismo è la via maestra per conoscerlo per bene.

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