Piazza Unità d’Italia. Simbolo di Trieste nel mondo.
È questa la piazza sul mare più grande d’Europa. Un anfiteatro dove ti dovresti sentire minuscolo, invece per chissà quale mistero ti avvolge e ti fa sentire partecipe della città. Non a caso i triestini la chiamano “il salotto di Trieste”.

La piazza è nella collocazione attuale sin dalla città medievale (XIV-XV sec.). Ovviamente molti edifici sono stati demoliti, costruiti, incendiati; le mura che sorgevano davanti al mare sono state distrutte. Gli ultimi cambiamenti significativi sono dei primi anni 2000 quando è stato tolto l’asfalto, messo il masegno in arenaria e sono stati restaurati i palazzi.
Inoltre ha cambiato molti nomi. Solo nel 1955  venne chiamata Piazza dell’Unità d’Italia.

Fra tutti i palazzi, quello più riconoscibile è quello in fondo, il Palazzo del Municipio (del 1875) con la caratteristica torre dell’orologio.

Altra bellezza di piazza Unità è la Fontana dei Quattro Continenti del 1751. Nel 1938 fu rimossa per fare spazio al comizio del Duce che annunciava la promulgazione delle leggi razziali, ma solo negli anni ’70 fu risistemata in piazza.

In più c’è una bella storia che riguarda piazza Unità.

Nel 2005 dopo una primavera piovosa, venne finalmente l’estate e le pietre sistemate pochi anni prima iniziarono a rompersi inspiegabilmente. Ci fu chi imputò la cosa a un geyser, chi alla ditta appaltatrice, chi alla giunta.
Una leggenda vuole che il mandracchio di piazza Unità volesse riemergere, causando così le spaccature.

Ah già! Che cos’è il mandracchio?
Molto semplicemente è uno specchio d’acqua destinato all’ormeggio dei battelli da pesca; se ne possono osservare ancora a Muggia e in molte città istriane e italiane.

Tuttavia la vera magia di piazza Unità è al tramonto.

Al tramonto tutto si colora di arancione e persino i fastidiosi piccioni sembrano far parte della coreografia, anche loro tinti di rosso. Tutto si ferma e aspetta che il sole si immerga completamente nel mare lasciando lentamente il posto alla notte e alla luna. Poi magari una passeggiata al Molo Audace.

Ma questa è un’altra storia.

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