All’auditorium del Palazzo del Fumetto si è tenuta la presentazione del libro “Guance rosse e bianche. Donne e uomini di Porzùs” con l’autrice Elisa Menon e lo storico Tommaso Piffer. La scrittrice ha deciso di raccontare la storia di due dei partecipanti di questo tragico evento, Elda Turchetti, una giovane ragazza accusata di collaborazionismo e successivamente uccisa, e Gino, il nonno dell’autrice, all’epoca partigiano tra le file dei GAP.

Il libro non ha la pretesa di accusare o esprimere giudizi nei confronti dei suoi protagonisti, persone comuni che hanno compiuto azioni drammatiche in occasioni disperate, ma vuole ritrovare la loro umanità, da tempo sommersa dalle carte giudiziarie e della saggistica contemporanea. E’ l’autrice stessa che, parlando di suo nonno, ricorda i teneri momenti che vivevano assieme a casa e curando l’orto. Elisa, figlia di quelle terre ha sempre vissuto il pesante silenzio riguardo a Porzùs delle generazioni più anziane ancora segnate dal trauma, le quali, volendo come proteggere i propri cari, non ne hanno mai parlato.

Suo nonno Gino non le ha mai parlato della sua vita passata, ma anzi è stata lei, attraverso minuziose ricerche storiche, che ha ritrovato suo nonno diciottenne, un ragazzo vigoroso e pronto all’azione. Sempre Elisa ha ricostruito anche la vita di Elda, che accusata appunto di collaborazionismi con i tedeschi, finché negli anni ’70 non vennero recuperati dei documenti trafugati in Slovenia, venne accantonata dalla storia, occupando una posizione scomoda.

Il libro propone una lettura del tessuto umano della vicenda, cercando di discernere le emozioni dei singoli dagli eventi  storici. Scrivendo queste pagine Elisa compie anche un ruolo terapeutico nei confronti delle comunità colpite da questo evento, non dando un giudizio storico ma comprendendo l’avvenuto come una vicenda umana, tenta di superare i traumi di Porzùs.

Tommaso Piffer infine conclude sostenendo che certamente la sua professione di storico gli impone di dare dei giudizi storici ma che questo libro gli ha ricordato che ogni personaggio della Storia può essere il nonno di un bambino.