L’incontro alla Dissensio Arena ha portato per la prima volta a Pordenonelegge la voce teatrale e magnetica di Roberto Mercadini, che ha guidato il pubblico in un viaggio nel Seicento, un’epoca sospesa tra magia, superstizione e nascita della scienza moderna. Un mondo popolato da studiosi “bicefali”, figure che incarnano insieme rigore scientifico e immaginario fantastico, e che preparano il terreno alla rivoluzione galileiana.

Mercadini apre il racconto con Ulisse Aldrovandi, padre della botanica moderna e fondatore del primo museo di scienze naturali, ricco di oltre 18.000 reperti. Aldrovandi conia il termine “geologia” e denuncia le illustrazioni naturalistiche del suo tempo, spesso fantasiose: celebri quelle del narciso, rappresentato come pianta da cui spuntano piccoli omini. E tuttavia, scrive anche un trattato sui “mostri”, pubblicato proprio l’anno della morte di Galileo, simbolo di un sapere ancora intriso di meraviglia.

Accanto a lui Mercadini colloca Tycho Brahe, astronomo e nobile danese, che viveva nella fortezza di Uraniborg, donata dal re di Danimarca. Brahe raccoglie i dati astronomici più precisi del suo secolo, ma conduce una vita eccentricamente medievale: se da un lato possiede una cartiera e un torchio da stampa dall’altro tiene in casa anche un alce domestico, Riks, che beve birra. È il ritratto perfetto dello scienziato “bicefalo”, sospeso tra osservazione rigorosa e immaginario cavalleresco.

In questo contesto emerge Galileo Galilei, figura centrale della rivoluzione scientifica. Mercadini ricorda che fino ai 46 anni Galileo è un semplice professore di matematica all’Università di Padova, sconosciuto ai più. Tutto cambia nel 1609, quando costruisce un cannocchiale ispirato ai modelli olandesi e lo punta verso il cielo. In soli 39 giorni compie tre scoperte decisive: la superficie irregolare della Luna, la natura stellare della Via Lattea e i quattro satelliti di Giove. Pubblica il Sidereus Nuncius, che ottiene un successo immediato e planetario. Galileo invia copie e cannocchiali ai potenti d’Europa, coinvolgendo per la prima volta i profani nell’osservazione astronomica.

Mercadini chiarisce poi perché Galileo fu processato, mentre Copernico non subì alcuna condanna. Il De revolutionibus orbium coelestium era un testo matematico complesso, innocuo per la Chiesa e addirittura pubblicato con la prefazione di un cardinale. Per decenni non destò alcun allarme. Ma quando Galileo, ormai celebre, sostiene apertamente il sistema copernicano e afferma che la Bibbia non va letta alla lettera, la situazione cambia. Ad oggi possiamo dire che la rivoluzione copernicana non l’ha fatta Copernico, bensì Galileo, rendendola comprensibile e convincente.

Mercadini racconta anche la vicenda di Georg Joachim Rheticus, giovane matematico che convince Copernico a pubblicare la sua opera dopo averne compreso la portata storica. E si sofferma su Andrea Vesalio, padre dell’anatomia moderna, che smonta Galeno e inaugura un nuovo metodo scientifico basato sull’osservazione diretta. Le sue illustrazioni, realizzate da Johann von Calcar, allievo di Tiziano, segnano una svolta nella rappresentazione del corpo umano.

Il racconto culmina nel processo a Galileo. Mercadini mostra come il conflitto non sia una semplice opposizione tra scienza e Chiesa, ma una vicenda complessa, fatta di ambizioni, errori, diplomazia e dissimulazioni. Galileo tenta di difendersi sostenendo che il suo libro, il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, proprio per la sua natura di dialogo e non di trattato, non promuove il copernicanesimo, anzi nella prefazione si schiera apertamente a sostegno di Tolomeo, ma gli inquisitori non gli credono. Alla fine è condannato come “veementemente sospettato di eresia”, data l’impossibilità di sondare che cosa pensi veramente un uomo dentro la sua testa.

Con la sua voce inconfondibile, Mercadini restituisce a Galileo la sua dimensione più autentica: non solo il simbolo della scienza moderna, ma un uomo pieno di contraddizioni, passioni e intuizioni. Un protagonista di un’epoca straordinaria, in cui la storia della scienza appare come una grande avventura umana.