La Ferrovia Pedemontana Sacile-Pinzano fu inaugurata nel 1930, dopo 15 anni di lavori, discussioni e progetti. Tramite essa si sarebbero collegate Sacile, Budoia, Aviano, Montereale, Maniago, Fanna Cavasso, Meduno, Travesio e Pinzano, poi unite alla già funzionante linea Pinzano-Gemona tramite altre tre fermate intermedie (Forgaria Bagni Arduins, Cornino, Majano e Osoppo)

Si riusciva, in questo modo, a unire Aviano a Maniago senza escludere Montereale Valcellina, nella risoluzione di un dibattito già ben avviato 30 anni prima, nello stesso periodo in cui era stata suggerita, inoltre, la costruzione di un tram alimentato dall’elettricità proveniente dalle centrali idroelettriche del territorio

Ciò, però, rappresentava solo una delle molte discussioni riguardanti le prime ipotesi e i primi progetti per la costruzione di un passaggio per far comunicare i paesi della Pedemontana. Costruire una ferrovia simile avrebbe significato attraversare e sottrarre spazio a terreni importanti per i contadini delle zone, ma dalla maggioranza delle comunità il progetto era visto di buon occhio. 

Sacile, inoltre, era una città in forte crescita, con una centro militare che prevedeva non pochi spostamenti. Creare una linea ferroviaria che avrebbe percorso le regioni a nord poteva essere considerata un’idea lungimirante nel caso fosse stato necessario difendersi contro l’Impero Austriaco. E oltre alla causa di tipo militare, si aggiungeva quella economica, in quanto si trattava di una zona che era assai isolata. 

Il progetto, però, benché poi affrontato in Parlamento grazie agli sforzi del dottor Gino Zanardini e di molti altri, nei primi anni del 1900 era stato del tutto messo da parte. Nonostante l’impossibilità di vedere il progetto raggiungere gli stadi iniziali, la notizia era poi diventata sempre più di pubblico dominio grazie ai giornali, sfruttati intelligentemente da Zanardini per ottenere maggiore consenso. 

A ciò si aggiungeva poi una proposta, da parte dell’Odorico Odorico, un imprenditore della zona, di creare una linea ferroviaria tra Aviano e Sacile in virtù del campo di aviazione che sarebbe presto entrata in funzione, la quale poteva vantare una scuola di addestramento militare e un nuovo afflusso di persone e di merci

Nel 1914 si arrivò finalmente all’accettazione del progetto da parte dello Stato e all’inizio dei lavori. Ciò dopo referendum e liste di firme raccolte nell’area, i quali consentirono, ad esempio, l’inizio dei lavori ad Aviano nel 1915. Ad operare concretamente per il futuro del progetto furono gli immigrati che poco prima dello scoppiare del conflitto mondiale erano ritornati nelle loro case dall’Austria e dalla Germania e che lavorarono fino all’interruzione dei lavori. 

La Prima Guerra Mondiale, purtroppo, scoppiò proprio in quei mesi, mettendo uno stop ai cantieri fin da subito, in quanto il fronte richiedeva ogni risorsa ed energia disponibile. E prima del 1920 non vi fu modo di continuare realmente nonostante le rimostranze di molti comuni. Infine, però, tra tensioni, incidenti e scioperi, arrivò il momento tanto atteso, e fu possibile finalmente portare a termine il progetto, inaugurando le diverse stazioni nel 1930.

Al giorno d’oggi, la Ferrovia Pedemontana percorre un tratto di 74 chilometri che attraversa campagne, boschi e ponti che danno sulle zone più belle del territorio della Pedemontana, seppur al giorno d’oggi limitata alla tratta Sacile-Maniago.


Per approfondire

  • Alessandro Fadelli, La Pedemontana Sacile-Pinzano, Ferrovia degli Emigrati. Brevi cenni storici, 2018, Cultura in Friuli 4, Società Filologica Friulana
  • Romano Vecchiet, Sara Palluello, Un gioiello sui binari. Storia della ferrovia Pedemontana Sacile-Gemona tra emigrazione e promozione turistica. 2019, Gaspari Editore