Ogni città conserva tracce del proprio passato, anche quando non sono immediatamente visibili. A Pordenone quel passato si ritrova nei corsi d’acqua che per secoli hanno alimentato le attività produttive, nei mattoni degli antichi cotonifici, nella sede della Società Operaia e negli edifici che un tempo erano animati dal rumore continuo dei telai. Sono luoghi che raccontano una storia fatta di lavoro, trasformazioni e persone. Per leggerla occorre immaginare la città com’era e lasciarsi guidare dalle testimonianze che il tempo ha conservato.
È da qui che riparte COTONE, il progetto di teatro immersivo e itinerante ideato da SPKTEATRO, che nell’estate 2026 invita il pubblico a camminare dentro la storia industriale di Pordenone trasformando luoghi familiari in scenari narrativi. L’iniziativa si inserisce nel percorso di avvicinamento a Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027, con il sostegno del Comune di Pordenone, proponendo una forma di divulgazione che rinuncia alle formule tradizionali per lasciare che siano i luoghi stessi a raccontarsi.
Il percorso attraversa quattro luoghi simbolo della Pordenone industriale: il Lago della Burida, l’ex Cotonificio Amman-Wepfer, Palazzo Gregoris, sede della SOMSI, e il Cotonificio Veneziano di Torre. A guidare il pubblico è una figura sospesa tra fantasia e ricerca storica: la Dottoressa Zeta, interpretata da Giulia Cosolo, un’originale “archeo-cronologa della memoria idrica” che accompagna quelli che vengono chiamati “cronoviaggiatori” dentro una geografia dove l’acqua diventa il filo conduttore della memoria e dove il confine tra ciò che è realmente accaduto e ciò che avrebbe potuto accadere rimane volutamente aperto.
L’edizione 2026 si sviluppa in quattro appuntamenti distribuiti tra la fine di luglio e l’inizio di settembre. Si comincia con “Il grande vuoto”, in programma sabato 25 luglio alle ore 17 e domenica 26 luglio alle ore 10, al Lago della Burida di Porcia, con ritrovo al cancello d’ingresso dal lato del parco giochi.
Il secondo episodio, “Il tempo del gioco”, andrà in scena sabato 1 agosto alle ore 17 e domenica 2 agosto alle ore 10 nella sede storica della SOMSI, in Corso Vittorio Emanuele 44 a Pordenone. Si tratterà di un’occasione unica e del tutto particolare, poiché quest’anno corrono i 160 anni dalla fondazione della Società Operaia (1866).
La terza tappa, “Eternamente ricorda”, è prevista sabato 8 agosto alle ore 17 e domenica 9 agosto alle ore 10 nel Parco del Seminario, con ingresso da via del Seminario.
Il percorso si concluderà con “Soccombere al rumore – Full Experience”, sabato 5 settembre alle ore 17 e domenica 6 settembre alle ore 10, all’ex Cotonificio di Torre, con ritrovo nel piazzale della Chiesa di Torre. Quest’ultimo episodio verrà ripensato come una Full Experience, un racconto unitario che ricompone frammenti e suggestioni dei quattro episodi precedenti, mantenendo al centro la riflessione sul rumore del lavoro industriale e sul silenzio come gesto di resistenza, ascolto e memoria.
COTONE, anziché essere una semplice visita guidata teatralizzata o uno spettacolo convenzionale, si afferma come un’esperienza condivisa, costruita attorno a una passeggiata lenta attraverso alcuni dei luoghi che hanno segnato la storia produttiva della città. Gli spettatori diventano partecipanti attivi, accompagnati da giovani attori professionisti in un racconto che alterna documenti storici, scrittura contemporanea, gioco e momenti di partecipazione diretta. Alla fine di ogni tappa, la narrazione lascia spazio alla convivialità: una merenda o un aperitivo condiviso restituiscono al teatro la sua dimensione più antica, quella dell’incontro tra le persone.
La nostra città è nota per il grande numero di associazioni che operano sul territorio: attorno a COTONE continua a crescere una rete di collaborazioni che va ben oltre la produzione teatrale. L’impianto narrativo nasce da un’approfondita ricerca storico-etnografica sviluppata nel biennio 2024-2025 dall’incontro tra SPKTEATRO, Studio Eupolis, Bonobo, sotto la direzione artistica di Lisa Moras. Il progetto ha preso forma grazie al bando della Regione Friuli Venezia Giulia dedicato agli “Studi e Ricerche per la divulgazione storico-etnografica del territorio”, con il contributo della Fondazione Friuli e di Banca 360 FVG.
La ricerca storica è stata curata da Luca Marigliano di Studio Eupolis, che ha lavorato insieme a numerosi partner del territorio: la SOMSI, la Fondazione Ottone Zanolin ed Elena Dametto e l’Associazione Il Castello di Torre hanno aperto archivi, condiviso documentazione e coinvolto una rete di volontari. Le fonti d’archivio dialogano dunque con i testi originali scritti da Moras insieme alla compagnia Bonobo dando vita a una narrazione che non pretende di offrire una versione definitiva della storia, ma invita ciascuno a costruire la propria relazione con il passato.
Alla collaborazione con Studio Eupolis, SOMSI e Il Castello, si aggiunge quella con la Cooperativa Sociale FAI. Nell’ambito del progetto, Moras conduce infatti un laboratorio teatrale con gli ospiti della Comunità Alloggio Rosa Blu, servizio residenziale gestito in ATS da ANFFAS e Cooperativa Sociale FAI, i quali parteciperanno come pubblico all’appuntamento conclusivo di settembre.
Infine, l’aspetto più interessante di COTONE sta nel non limitarsi a conservare la memoria industriale, ma restituirle una voce contemporanea. Ed è proprio in questa visione che L’oppure si riconosce, scegliendo di affiancare COTONE come media partner. Siamo convinti che la storia non sia soltanto ciò che è stato, né si esaurisca nelle pagine di un libro: continua a vivere nel modo in cui decidiamo di incontrarla, raccontarla e condividerla. Per questo seguiremo il progetto tappa dopo tappa, raccontandone in anteprima i contenuti. Un’occasione anche per valorizzare una forma di divulgazione che nasce dal basso e si alimenta grazie all’impegno di associazioni, studiosi e volontari. Un lavoro collettivo, declinato nelle forme più diverse, che ricorda come anche la memoria di una comunità non sia mai un patrimonio acquisito una volta per tutte, bensì una costruzione condivisa, costante, da custodire e rinnovare insieme.
Per informazioni:
La partecipazione è gratuita, con prenotazione consigliata scrivendo a biglietteria@spkteatro.com oppure via WhatsApp al 371 158 7456. Gli organizzatori consigliano abbigliamento e scarpe comode e, in alcune tappe, invitano i partecipanti a portare qualcosa da condividere durante il momento conviviale finale. Un gesto semplice che, come tutto il progetto, ricuce il filo tra memoria, territorio e comunità.
Foto in copertina: SPK Teatro

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