“Esistono segreti della storia che aspettano il momento giusto per essere svelati. Questo libro ne svela uno”.
È questa la citazione con cui si aspre La Costituzione americana? È nata a Venezia, il nuovo libro di Giancarmine Vicinanza, giornalista appassionato di storia moderna e contemporanea, presentato a Pordenonelegge insieme a Vittorio Pierobon. Nel suo volume, piccolo di dimensioni, ma denso per contenuti, si espone un’affascinante teoria storico-politica: il sistema delle istituzione americane, basato sul fondamentale principio del check and balance, affonderebbe le sue radici nell’assetto politico che permise alla Repubblica di Venezia di vivere e prosperare per più di un millennio.
Il personaggio cardine di questa storia è il medico e agente segreto Filippo Mazzei, il cui merito principale è stato quello di esser stato capace di esportare nel Nuovo Mondo il modus vivendi e operandi di Venezia. Grazie alla sua forma di governo Venezia era riuscita a fiorire e dominare il Mediterraneo per 1100 anni: dal 697, anno dell’elezione del suo primo doge, Paoluccio Anafesto, fino all’abdicazione di Ludovico Manin nel 1797 in favore delle truppe francesi di Napoleone. Venezia disponeva di un sistema di governo il cui obiettivo era mantenere l’equilibrio dei poteri: proprio la soluzione che i neonati Stati Uniti stavano cercando per il loro assetto politico. È curioso notare come la costituzione americana sia stata scritta nel 1787 e che da lì a dieci anni la più che millenaria Repubblica di Venezia sarebbe caduta, sancendo quasi un passaggio di testimone.
Nel secondo dopoguerra gli americani avevano riesaminato la storia italiana moderna, cercando di individuare a quale stato dovessero la loro forma di governo e costituzione, ed erano approdati ai modelli di Firenze e Venezia.
D’altro canto l’Europa era una prateria di monarchie assolute: Spagna, Francia, Austria, Impero…Le poleis dell’antica Grecia erano troppo distanti nel tempo, mentre Roma dalla forma repubblica era degenerata in impero. Firenze, tuttavia, nel corso della sua storia repubblicana aveva subito ottant’anni di interruzioni, risultando quindi instabile. Venezia, al contrario, aveva vissuto più di 1000 anni e i suoi confini andavano da Bergamo e la Lombardia orientale al Friuli, la Dalmazia, Creta e Cipro…
Ma come funzionava il bilanciamento dei poteri a Venezia?
Venezia era un modello valoriale e culturale, dove il bene individuale passava in secondo piano rispetto a quello collettivo: il potere esecutivo era nelle mani del doge, il legislativo era detenuto dal Senato, mentre quattro magistrature rappresentavano il giudiziario. La stessa suddivisione dei poteri venne importata in America: il Presidente detiene l’esecutivo, il Congresso il legislativo e la Corte Suprema il giudiziario. Ciascun organo controlla e bilancia il potere dell’altro.
Ma chi era Filippo Mazzei? Nasce in provincia di Prato nel 1730 e a vent’anni si reca in qualità di medico a Smirne, nell’Impero Ottomano, e successivamente a Londra per conto del Granduca di Toscana. Qui incontra Benjamin Franklin, inventore parafulmine; da questo incontro nascerà un grande sodalizio.
In seguito Mazzei si trasferisce in Virginia e conosce Thomas Jefferson, che tra l’altro era anche suo vicino di casa. Incomincia a scrivere articoli per i giornali della Virginia, diffondendo le idee dell’Illuminismo europeo: sarà lui ad affermare che tutti gli uomini nascono liberi e hanno diritto a perseguire la felicità, principio alla base della Dichiarazione d’Indipendenza del 1776 ed ereditato dall’Illuminismo napoletano di Gaetano Filangieri e Antonio Genovesi.
Mazzei diviene una sorta di profeta della democrazia, esportando negli Stati Uniti i massimi risultati raggiunti dal Rinascimento italiano: basti pensare che Jefferson si fece tradurre dall’italiano all’inglese le opere di Andrea Palladio.
Un’altra importantissima innovazione presa in prestito da Venezia è stata la capacità di creare debito pubblico, che i Veneziani impiegavano per finanziare le loro guerre e che non ha mai portato la Repubblica al default, pur raggiungendo la vertiginosa cifra di ottanta milioni di ducati d’oro. Ed è interessante notare come il primo trattato commerciale degli Stati Uniti fu pattuito proprio con Venezia.
In seguito gli americani avrebbero riconosciuto l’importanza che l’azione di Maffei ebbe per la nascita del loro Paese: il Presidente Carter, nel 250° anniversario dalla nascita di Mazzei, fece emettere un francobollo in suo onore, presentato ad Andreotti e Cossiga e per questo fatto stampare anche in Italia.
Nato a Pordenone il 5 gennaio 2006, mi sono diplomato al liceo scientifico Michelangelo Grigoletti. Da una profonda passione per la matematica e la fisica mi sono gradualmente rivolto verso il mondo classico e la linguistica antica, accompagnati da una forte attrazione per la pittura e l’arte in tutte le sue forme. Ora studio lettere antiche presso la Scuola Galileiana di Studi Superiori a Padova. Mi definisco un liberale europeista e penso che questa commistione di passioni, prospettive e valori possa costituire la mia guida per un’autentica e fertile valorizzazione della storia e della cultura del Pordenonese.