Nel sabato sera di Pordenonelegge, al Teatro Verdi il pubblico ha potuto assistere alla prima presentazione del nuovo libro di Stefano Nazzi “Profeti del Buio – Potere, manipolazione, violenza: i segreti delle sette”.
Intervistato dalla frizzante giornalista RAI Marinella Chirico, l’autore ha ripercorso i passaggi fondamentali della nuova pubblicazione, chiarendo alcune dinamiche relative alla formazione delle sette, i meccanismi utilizzati per agganciare nuovi adepti ed i casi più eclatanti narrati nelle pagine del libro.
Perché questo titolo?
L’autore prende spunto dal caso di una donna di Torino che sosteneva di poter curare il DNA delle persone e che, effettivamente, iniziò a reclutare diversi seguaci e a farsi pagare per le proprie prestazioni. Il libro trae isprirazione da questo caso così ai limiti dell’assurdo (per chi si rende immediatamente conto del raggiro), che Nazzi iniziò la propria ricerca dei meccanismi che sottointendono la creazione di questi gruppi “a deriva settaria”.
Un’indagine che va a fondo del peggio del genere umano, con gruppi che apparentemente accolgono e “coccolano” il nuovo adepto, con un’iniziale vero e proprio bombardamento d’attenzioni – o, come si dice nel gergo psicologico delle relazioni c.d. tossiche, love bombing – seguito da un vero e proprio annullamento della sua individualità.
Una sorta di menticidio (o annullamento mentale), in cui alla vittima viene imposto in modo subdolo il volere del santone o del guru del momento e che, ormai fagocitata da un sistema di menzogne, non può più uscire da questo sistema. Se potesse uscirne liberamente e spontaneamente, cadrebbe automaticamente l’alone di sacralità e di esclusività su cui solitamente i capi di questi gruppi creano intorno a sé: figurare narcisistiche, spregiudicate, consapevoli di quello che stanno facendo e il cuo obbiettivo sono essenzialmente soldi e sfruttamento sessuale.
L’intervista assume un ritmo incalzante: Nazzi non lascia spazio a giri di parole e afferma in modo netto che chi cade vittima di questi gruppi non è per forza una persona stupida, anzi. La genialità diabolica di chi sta a capo di questi gruppi sta nell’ intercettare persone che possono trovarsi anche in un momento di transitoria difficoltà, giocando sui loro desideri più profondi e sfruttandoli a proprio favore.
Chiaramente esistono tantissimi gruppi di crescita personale che non sono sette e sono composte da persone per bene; tuttavia la setta diventa individuabile solo nel momento in cui ci sono singoli reati che aprono una breccia nella segretezza che avvolge queste realtà. Nazzi, anche nel corso della conferenza stampa, sottolinea più volte come sia difficile intercettare questi gruppi perché di fatto non ci sono strumenti giudirici che permettano di incriminare la manipolazione in sé e per sé, quindi solo nel caso in cui vi siano elementi per integrare gli estremi di altri reati (truffa, associazione a delinquere, violenza sessuale), allora anche le Autorità possono attivarsi di conseguenza.
Il giornalista ricorda infatti che il reato di plagio ( art. 603 c.p. “Chiunque sottopone una persona al proprio potere, in modo da ridurla in totale stato di soggezione, è punito con la reclusione da cinque a quindici anni”) sia stato dichiarato incostituzionale nel lontano 1981 e che dall’emanazione del Codice Rocco al 1981 si fosse registrata un’unica condanna. Un reato praticamente impossibile da dimostrare, di conseguenza inutile.
Quali sono stati i casi più eclatanti che ha affrontato nel libro?
Nazzi nomina il caso americano di Heaven’s Gate capitanata da “Do” e “Ti”, riferendosi al caso di una setta “ufologica” in cui i suoi adepti si suicidarono in massa nel marzo 1997. Ricorda il caso di Don Cioni in Italia, che fondò la propria setta in Toscana tra la fine degli anni ’80 e inizio ’90, di fatto solo con l’obbiettivo di sfruttare sessualmente le donne che riusciva ad includere nel gruppo, arrivando a vietare loro di avere rapporti con i mariti.
Il libro di Nazzi apre un abisso di avidità e di perversione, in cui il motore di questi gruppi rimangono le mire di grandezza di personaggi estremamente pericolosi per il loro fascino e capacità di rendere “giusto” un ordine nuovo. Un ordine che risponde esclusivamente al loro volere e non di sicuro ai bisogni di conforto di chi cade in queste reti viscide.
Da leggere tutto d’un fiato. Buona lettura!

Classe 1992, nata a Pordenone e cresciuta a Sacile, mi sono diplomata al Liceo Leopardi-Majorana e laureata in Giurisprudenza a Padova. Nel 2021 ho iniziato la pratica forense in diritto civile e del lavoro. Nel 2025 sono passata alle risorse umane, unendo la mia passione per il diritto del lavoro a un contatto più diretto con le persone. Curiosità, senso pratico e schiettezza guidano il mio modo di relazionarmi. Nel tempo libero amo la musica, canto e partecipo a iniziative di volontariato per la mia terra, il FVG.