Torri di sorveglianza, forti, castelli abbarbicati sui versanti delle colline o sulle loro sommità, in posizioni strategiche da dove poter dominare e controllare il territorio circostante. Le valli del friulane ne sono cosparse, e spesso si tratta di siti facilmente raggiungibili,  diventati mete predilette per il turismo dopo aver perso la loro funzione politico-militare . Risalendo il medio corso del Tagliamento lungo la sponda pordenonese ci si imbatte in un perfetto esempio di questo tipo di costruzione, anche se purtroppo allo stato attuale si può ammirare solamente parte di ciò che è stato nei secoli passati: il castello di Pinzano al Tagliamento.

Il tempo e la storia sono decisamente stati poco clementi con questo maniero, di cui restano soltanto alcune mura, i basamenti delle cinta murarie e le cantine, dalla caratteristica volta a botte a doppio rivestimento, riportate alla luce grazie ad una serie di interventi di recupero, che proseguono ancora oggi. I ritrovamenti archeologici confermano come il colle fosse frequentato già in età romana, vista anche anche la sua posizione sopraelevata rispetto alla strada che da Concordia portava a nord, verso il Norico. Per i primi documenti storici che attestano l’esistenza del castello bisogna invece arrivare fin al dodicesimo secolo, quando fu scelto come residenza dei Pinzano, casata che occupava un ruolo di rilievo nel consiglio della Patria del Friuli.

Il dominio dei Pinzano si interruppe nel 1344, quando, dopo un violento eccidio fratricida tra i vari rami della famiglia, il patriarca di Aquileia si vide costretto a intervenire, cingendo d’assedio il castello e assegnando il feudo ai Savorgnan. Da alcuni fonti dell’epoca pare il castello comprendesse alcune stalle, due torrette di guardia e la chiesetta di San Nicolò, i cui resti sono ancora visibili lungo la strada d’accesso. Nei secoli successivi la pianta del castello subì diversi ampliamenti e diverse riparazioni, soprattutto in seguito ai disastrosi terremoti del 1348 e del 1511, arrivando a possedere ben tre cinte murarie, al cui interno si sviluppò un piccolo borgo abitato. Nel suo periodo di maggiore importanza il maniero ospitava al suo interno il tribunale, le prigioni, officine, laboratori e granai per immagazzinare quanto riscosso dalle decime feudali.

Con la caduta della Repubblica di Venezia e il suo abbandono da parte dei Savorgnan, già nell’Ottocento la struttura iniziò a cadere in rovina, sebbene alcune parti delle mura rimasero in piedi fino al terremoto del 1976. Da segnalare che durante la prima guerra mondiale i resti del castello furono utilizzati come piazzale per l’artiglieria, e vennero bombardati nel novembre 1917. Oggi le rovine danno solamente una parvenza dell’aspetto e dell’imponenza che doveva avere il castello, ma bastano e avanzano per far correre la mente a rievocare racconti e leggende di paese.

Secondo molte di queste credenze popolari, nei sotterranei del castello sarebbe esistita una camera segreta, dove la famiglia Pinzano avrebbe nascosto la sua imponente fortuna, frutto di decine di scorrerie compiute in tutto il Friuli. Sempre dai sotterranei partirebbero delle gallerie segrete che si snodano al di sotto del territorio. Una di esse, in particolare, arriverebbe fino al Tagliamento e sarebbe stata utilizzata dalla figlia adottiva dei Pinzano per fuggire durante l’assedio del 1344. Un’altra leggenda, di più recente diffusione, racconta di una povera donna che, ritrovatasi a vagare tra le rovine del castello a mezzanotte, vide il fantasma di un cavaliere uccidere un leone a colpi di spada. Spaventata, la donna fuggì via urlando, ricevendo il soccorso delle agane, le perfide ninfe d’acqua dell’Arzino e del Tagliamento, che la rincuorarono e le dissero di seguirle fino al fiume. La donna però capì che le agane volevano annegarla e invocò la Vergine Maria, facendole scappare terrorizzate.

Se volete visitare i resti del castello, vi consigliamo di raggiungerlo seguendo il sentiero CAI 822, che parte dal centro di Pinzano e unisce diversi luoghi di interesse storico situati nel territorio comunale. Arrivati sul posto, la vista delle rovine e l’ampio panorama sul corso del Tagliamento ripagheranno le vostre fatiche.

 

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