Fagagna: le nostre radici nel tempo

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Fingiamoci cicogne della vicina oasi del Quadris: libriamoci in alto e buttiamo un “voli” su Fagagna, provincia di Udine, per apprezzarla meglio.

Un nome curioso Quadris, che evoca nella memoria le pozze di forma quadrata rimaste dalle escavazioni di argilla settecenteche, oggi riempite di acqua e divenute casa della flora locale.

È infatti palese nella zona il passaggio dell’uomo: cave di torba abbandonate, i già citati scavi nell’argilla, le farne piantate per consolidare gli argini. Ma qui nell’oasi, poco a poco, la natura ha iniziato a riappropriarsi dei suoi spazi dando vita ad un ecosistema ricco di piante ombrose, sommerse e galleggianti, habitat ideale per gli animali selvatici che bazzicano questo luogo. Cicogne, ninfee bianche, canne di palude, volpi, salici e aironi rendono questo posto un gioiello naturalistico per l’intero Friuli.

E come qui la presenza umana si scorge oramai labilmente, memoria di un lontano passato, così i due castelli che proteggono Fagagna da secoli provocano con ciò un piacevole contrasto.

Nonostante quest’immagine, uno dei due castelli, il castello propriamente detto di Fagagna, è oramai ridotto ad un cumulo di ruderi, così come è scomparso l’antico Palazzo Patriarcale i cui materiali furono tra quelli utilizzati per costruire l’attuale Palazzo della Comunità nel ‘500, iconico passaggio da un regime – quello patriarcale – ad un altro – quello di libera comunità – senza idealmente scordare le proprie radici.

Ma è il castello di Villalta il fiore all’occhiello di Fagagna, probabilmente il più importante maniero friulano.

Varie volte assediato, distrutto e riedificato tra il 1200 e il 1400, fu per secoli proprietà dei Signori di Villalta e Caporiacco e dei conti della Torre, famiglia prestigiosa nel Patriarcato di Aquileia, a cui diede ben tre Patriarchi. Celebri sono le lotte coi Conti di Gorizia, l’occupazionedel maniero ad opera delle truppe napoleoniche e l’insediamento di un comando Austro-Ungarico dopo la disfatta di Caporetto. I camminamenti di ronda, la doppia cinta muraria, le torri di difesa, il ponte levatoio e i pittoreschi e romantici cortili interni sono una testimonianza della grandezza e importanza strategica passate del castello. 

Fagagna conserva, per questi e altri motivi, ancora splendidamente il suo folklore tenendo vivo, ad esempio, il palio tra le quattro borgate: Centro, Paludo, Pic e Riolo. Queste, ogni anno, la seconda domenica di settembre si sfidano nella corsa degli asini e in uno spettacolo teatrale dove i costumi, le musiche, le storie e le scenografie si fondono per dare vita a serate ricche di magia.

Motivo per cui questa cittadina nel 2017 è stata inserita nella classifica dei Borghi e paesi più belli d’italia dalla rinomata rivista francese Marie Claire.

Photo: histouring.com

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