Pordenone è un fumetto. Da nord a sud, da est ad ovest, tante piccole mecche si ergono a fargli da scudo: il Palazzo del Fumetto, i negozi di fumettistica, le fiere specificatamente dedicate. Per molti sarebbe straniante fare un tuffo nel passato e ricordare i tempi in cui fumettisti della statura di Milo Manara, Don Rosa, Tony Wolf, Chris Ware e molti altri non avevano ancora varcato la soglia del territorio pordenonese. Il cambiamento che è avvenuto in poco più di un decennio, in fin dei conti, è stato tanto graduale quanto invisibile – invadendo la sfera della quotidianità collettiva silenziosamente, poco a poco, ma con grande perseveranza.

Pordenone, infatti, è un fumetto, ma non lo è sempre stato. All’inizio del duemila due erano i negozi a cui i lettori più appassionati potevano rivolgersi per soddisfare la loro curiosità: la Fumetteria Safarà, attiva a Torre nel campo della fumettistica, e dotata di apposita area per i tornei di giochi da tavola, e Altrimondi, la fumetteria ad alcuni passi dal centro, ma situata alla distanza giusta per essere depredata dagli studenti delle superiori alla ricerca di gadgets e fumetti di ogni tipo. 

Ad essi, successivamente, se ne sono aggiunte di nuove, ma non meno preziose. Collocata in una via secondaria e appartata a pochi passi dal Parco IV Novembre, la Bottega delle Nuvole è un illustre membro di questo piccolo ma vitale circolo di negozi per libri illustrati e arti grafiche di Pordenone. Anche il Mao Comics, comodamente aperta vicina a piazzetta XX settembre, negli ultimi anni è riuscita a crearsi una giovane e fedele clientela. Non importa la solerzia con cui le altre librerie, a Pordenone, riempiono i loro scaffali con fumetti, libri illustrati, manga e quant’altro: ora più che mai le persone sembrano insaziabili davanti alle ricche e preziose illustrazioni, ombrosi o simpatici personaggi, e straordinarie e significative storie, magari ambientate in luoghi diversi e a noi ignoti. Le numerose fiere che accolgono stand di collezionisti e venditori, come il Games&Co, il Naoniscon o l’Extracon, sono un ulteriore testamento dell’impatto che i fumetti hanno nelle nostre vite, tanto nel tempo libero e privato quanto in quello collettivo e condiviso

I fumetti sono, ma soprattutto danno: danno ragioni di ritrovo tra amici, danno spunti per continue riflessioni, concedono un momento di relax e piacevole intrattenimento. Il Palazzo del Fumetto, primo museo del fumetto augurato in Italia nel 2008, ha riqualificato una struttura che da molto tempo era rimasta assopita nei pressi del parco Galvani. Questo è un punto di riferimento per corsi e attività pensati per tutta la comunità, con mostre permanenti e veri propri archivi del fumetto aperti in selezionati giorni della settimana. Non mancano qui le attività multimediali, gli aperitivi e le visite guidate per le scuole – a ulteriore dimostrazione del fatto che lo scambio tra il mondo del fumetto e quello del territorio è reciproco e proficuo. 

Il fumetto non solo dà, ma anche riceve – linguisticamente e musicalmente parlando. Innumerevoli pordenonesi sono stati disegnatori, fumettisti e direttori artistici in tutta Italia e anche oltre: Giorgio Bordini, Marco Tonus e Sara Pavan sono solamente alcune figure di spicco tra svariate altre. Davide Toffolo, cantante dei Tre Allegri Ragazzi Morti, storico gruppo rock di Pordenone, ha vinto di recente la terza edizione del Premio “Piero Ciampi a Fumetti” dopo svariati anni di pubblicazioni. Il Palazzo del Fumetto ha allestito di recente la mostraGera ’n’antra volta“, mostrando con le sue fiabesche tavole lo stretto laccio che lega il fumetto al linguaggio – in questo caso quello della nostra terra.

Pordenone è un fumetto. E se Pordenone è un fumetto, tutti noi – con le nostre pennellate ampie e i nostri sottili tratti disegnati a matita, con i nostri acquisti e i nostri interessi – possiamo esserne i disegnatori o i personaggi. Chi più e chi meno.