Due persone – un uomo e una donna – si incontrano, si scontrano e, nel più classico e quasi scontato dei finali, finiscono per innamorarsi.

Raccontato in questo modo, Io prima di te della scrittrice inglese Jojo Moyes potrebbe sembrare l’ennesimo, banale racconto romantico.

Eppure, di banale e tradizionale Louisa e Will hanno ben poco.

Louisa Clark, 26 anni, nata e cresciuta in un piccolo paese del nord dell’Inghilterra, è convinta che il mondo finisca appena oltrepassati i confini della sua cittadina. Non è curiosa; o meglio, ha sepolto la sua voglia di conoscere, di allargare i suoi orizzonti, dietro l’aspetto da brava ragazza gentile, generosa, completamente dedita alla famiglia, convinta che non ci sia niente ad aspettarla. Purtroppo vive all’ombra di una sorella troppo intelligente, da cui si sente perennemente oscurata, e di un fidanzato egocentrico, impegnato a tal punto nella sua attività di personal trainer da non concentrarsi davvero su chi gli sta accanto.

Al contrario Will Traynor, 35 anni, dalla vita ha avuto tutto quello che si possa desiderare: bello, ricco, intelligente, di successo, sembra quasi incarnare la perfetta rappresentazione del principe azzurro. Ma il suo mondo incantato si infrange improvvisamente quando, in una mattina di pioggia, viene investito da una moto in corsa. A causa dell’avvenimento, che lo costringe su di una sedia a rotelle, egli vede svanire completamente la sua vita precedente: niente più esperienze folli in giro per il mondo, niente più viaggi; si sente rinchiuso in una gabbia, prigioniero di un corpo che non può più rispondere nemmeno al più elementare e semplice degli impulsi. Will è profondamente arrabbiato, e giorno dopo giorno si lascia sempre più trasportare in una spirale di inevitabile autodistruzione.

La svolta, per entrambi, si presenta quando la madre di Will assume Louisa per assistere il figlio nei suoi bisogni quotidiani.

I due giovani si incontrano in un momento delicato: entrambi si sentono in bilico, indecisi se lasciarsi cadere o combattere e andare avanti. Si riconoscono, si rispecchiano l’uno nell’altra: Louisa non può fare a meno di guardare con occhi stupiti Will, quasi come se la sua vita precedente rappresentasse tutto ciò che lei avrebbe voluto essere senza averne il coraggio; Will riconosce in Louisa la sua stessa ansia di vita, il desiderio profondo di emozionarsi, la sete di conoscenza che lo aveva sempre animato e che ora sembra averlo abbandonato.

Ed ecco che accade l’inevitabile: Louisa sceglie di mettersi in gioco, di cercare con tutte le sue forze di allontanare Will dal baratro e provare a dargli una nuova ragione di vita; riesce a fare breccia nel suo muro di difesa, a conquistarlo, diventando l’unico faro di speranza di un’esistenza che egli ormai credeva perduta, che metteva in dubbio continuamente. Allo stesso tempo Will sprona continuamente la giovane a scavare dentro di sé per capire la sua volontà più profonda, le sue reali capacità, troppo spesso nascoste e ignorate. Egli riesce a farle comprendere come la felicità non risieda nella realizzazione personale, nel successo, ma nell’aiutare chi ci sta di fronte a guardarsi con occhi nuovi, a cercare di apprezzarsi per ciò che si è.

Nella storia di Will e Louisa non vi sono certezze, nessuna sicurezza, se non una sola: il cambiamento è dietro l’angolo, arriva imprevedibile e ineluttabile, talvolta prepotente; oppure può entrare di soppiatto, con delicatezza, lavorando con vigore e scavando per cercare le fondamenta fino a palesarsi improvvisamente, senza preavviso, come il tuono di un temporale estivo.

Io prima di te è la storia del continuo confronto tra realtà e speranza, tra rimpianto e desiderio, tra ricordo e futuro: il passato non può essere dimenticato, è parte integrante dell’esistenza di ognuno, ma è il giusto ponte per riconoscere e cogliere le nuove possibilità che possono presentarsi improvvisamente, per guardare con fiducia al futuro, senza paura.

In una parola, a vivere.

Non sto dicendo di buttarti da un grattacielo o di nuotare con le balene o cose di questo genere (anche se in cuor mio mi piacerebbe che lo facessi), ma di sfidare la vita. Metticela tutta. Non adagiarti. Indossa quelle calze a righe con orgoglio. E se proprio insisti a volerti sistemare con qualche tizio strampalato, assicurati di mettere in serbo un po’ di questa vitalità. Sapere che hai ancora delle possibilità è un lusso. Sapere che potrei avertele date io è stato motivo di sollievo per me.

Così stanno le cose. Sei scolpita nel mio cuore, Clark, fin dal primo giorno in cui sei arrivata con i tuoi abiti ridicoli, le tue terribili battute e la tua totale incapacità di nascondere ogni minima sensazione. Tu hai cambiato la mia vita molto più di quanto questo denaro potrà mai cambiare la tua.

Non pensare a me troppo spesso. Non voglio pensarti in un mare di lacrime. Vivi bene.

Semplicemente, vivi.

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