Come raccontato nel precedente articolo, la famiglia Montereale Mantica ha nel proprio albero genealogico importanti esempi di valore espressi nei più disparati campi di battaglia europei. In questa occasione ad una delle più importanti battaglie del XVI secolo si lega la vita di Fabrizio di Montereale, importante esponente della casata, che si distinse, oltre che nei combattimenti, anche nelle lettere. La prima documentazione scritta che lo riguarda compare nell’ 8 di novembre 1555 con l’investitura, condivisa con i suoi sei fratelli, del castello di Montereale e delle ville di Malnisio e Barcis.
Il 23 maggio 1570 Fabrizio venne accolto nel Sacro Militare Ordine di Malta, fuit receptus Maltae pro sua Religione in civitate Venetiarum, in cui durante gli anni prenderà il titolo di eques et comendator Hyerosolimitanus. Il legame tra la famiglia Montereale Mantica e l’ordine dei Cavalieri di Malta non nacque con l’ingresso di Fabrizio ma grazie ad un suo antenato, un certo Gregorio di Montereale, eques et miles Hyerosolimitanus, primo figlio di Sebastiano di Montereale, podestà di Pordenone nel 1451. Purtroppo ben poche notizie su di lui sono giunte fino ai giorni nostri, morto prematuramente nel 1430 in guerra, in una battaglia avvenuta probabilmente al largo delle Curzolari.
Le stesse isole ospitarono più di un secolo dopo una dei più imponenti scontri navali del Mar Mediterraneo: la battaglia di Lepanto. Il 7 ottobre 1571 la Lega Santa con 200 galee e 30.000 soldati si oppose ad una forza di eguale se non superiore entità guidata dalla Sublime Porta. Per ben sette ore le due armate guerreggiarono tra cannoneggiamenti, speronamenti e assalti finché l’esercito cristiano non risultò vincitore sul campo. Tra i flutti del mare si incontrarono importanti figure storiche come don Giovanni d’Austria, il futuro doge Sebastiano Venier o Müezzinzade Alì Pascià, l’ammiraglio della flotta ottomana, ma la battaglia, nel fumo degli archibugi e tra il clangore delle spade, vide migliaia di uomini, oggi sconosciuti o quasi, divenire protagonisti di quella giornata.
Tra questi c’era Fabrizio di Montereale che partecipò allo scontro spalla a spalla con i patrizi friulani guidati da Giulio Savorgnan. Dopo la battaglia di Lepanto non si fermò ma anzi rimase al servizio della Serenissima guadagnando fama e galloni nelle guerre in Levante. Oltre alle campagne militari evidentemente il cavaliere di Malta impugnò tanto virtuosamente la penna quanto la spada poiché venne definito anche illustris et insignis vir graecis, latinis et italicis litteris, non solo, nel Catalogo dei pordenonesi illustri edito a Roma nel 1742, è annoverato trai suoi cittadini più colti.
Infine, Fabrizio di Montereale si spegnerà il 16 luglio 1607, e sulla sua lapida i suoi successori iscrissero un motto che potrebbe essere anche il suo ritratto: Fides debita Deo et Venetis grata.
Per approfondire:
- Il Noncello, n. 50, primo semestre 1980
- Il Noncello, n. 2, 1953
- Archivio di stato di Pordenone, fondo Benedetti Andrea, 80, Memorie Storico-genealogiche della famiglia Montereale-Mantica
Nato a Milano il 10 novembre 2008. Frequento il liceo Leopardi – Majorana. Desidero dare voce alle tradizioni dei luoghi che mi hanno accolto, dando attenzione a tutto ciò che ci ha preceduto.