La figura di Giacomo Casanova è spesso associata alle sue avventure sentimentali e alla Venezia del Settecento, ma le sue Memorie conservano anche un piccolo, significativo capitolo friulano. Pasiano di Pordenone, luogo oggi tranquillo e appartato, fu per due volte scenario delle sue prime esperienze giovanili, quando il futuro “cavaliere di Seingalt” era ancora un sedicenne avviato alla carriera ecclesiastica.

Nato nel 1725 da Gaetano Giuseppe Casanova e dall’attrice Giovanna Farusso, detta “la Buranella”, Giacomo mostrò fin da bambino un ingegno vivace. Studiò a Padova, dove a soli sedici anni ottenne il titolo di dottore in legge. La famiglia lo aveva indirizzato verso la vita ecclesiastica: tonsura nel 1740, ordini minori nel 1741, prime prove oratorie nelle chiese veneziane.

Proprio una di queste prediche — mancata per un pranzo troppo allegro a casa del conte Antonio di Montereale Màntica — segnò l’inizio della sua fuga da Venezia e, indirettamente, il suo arrivo in Friuli. La famiglia Montereale Mantica, infatti, divenne la sua protettrice e lo invitò nella villa di Pasiano, dove Casanova trascorse due soggiorni fondamentali tra il 1741 e il 1742.

Il territorio pordenonese dell’epoca era costellato di ville patrizie veneziane, luoghi di villeggiatura e amministrazione agricola. Casanova, però, non indugiava su paesaggi o architetture: ciò che emerge dalle Memorie è soprattutto la dimensione umana e sentimentale.

Durante il primo soggiorno, il giovane Giacomo intrecciò un idillio con Lucia, quattordicenne figlia del portiere della villa. Un rapporto sospeso tra ingenuità e desiderio, che egli stesso descrive come intensamente sensuale ma non consumato. L’episodio, narrato con sorprendente delicatezza, dipinge un Casanova ancora inesperto, combattuto tra impulso e autocontrollo.

Non è il solo aspetto curioso del giovane Giacomo. Quando tornò a Pasiano nella primavera del 1742, Lucia non c’era più: era fuggita con un lacchè del conte Daniele di Montereale. Casanova, nelle sue pagine, si attribuiva una parte di responsabilità, convinto di aver risvegliato in lei una sensibilità che altri avevano poi sfruttato. Si tratta di uno dei rari momenti in cui l’avventuriero lasciò trasparire un senso di colpa autentico.

Il secondo periodo a Pasiano fu più breve e più mondano. Attorno alla villa gravitavano ospiti, fattori, giovani donne della piccola nobiltà rurale. Casanova, ormai più sicuro di sé, si dedicò a corteggiamenti meno innocenti.

L’episodio più noto è quello dell’amplesso con una giovane sposa. Un gruppo di ospiti di villa Montereale stava rientrando da una visita alla contessa Gozzi a Visinale. Durante il tragitto, un temporale improvviso costrinse tutti a cercare riparo nel bosco di Cecchini. Tra i presenti c’era una giovane donna da poco sposata, appartenente alla piccola nobiltà rurale. Casanova la descrive come vivace, curiosa, incline al gioco sociale tipico delle villeggiature settecentesche. Il temporale, la confusione del gruppo e la separazione momentanea dagli altri crearono una situazione di isolamento che lui interpretò come un’occasione perfetta di seduzione e intimità.

Nelle Memorie, Casanova non si soffermava mai sui luoghi, né sulle famiglie che lo ospitarono — pure illustri nel panorama friulano del tempo — ma utilizzava l’ambientazione come sfondo per un racconto di formazione sentimentale e sociale. Pasiano appare così un laboratorio di esperienze, un passaggio di soglia tra l’adolescenza e la vita errabonda che lo renderà celebre.

Le pagine dedicate a Pasiano non sono sicuramente tra le più celebri delle Memorie, ma offrono uno spaccato curioso e prezioso di un Casanova giovane, vulnerabile, alle prime armi con l’arte della seduzione e dunque ancora lontano dal personaggio che costruirà in seguito. E mostrano un Friuli inserito, seppur ai margini, nella geografia affettiva e biografica di uno dei protagonisti più singolari del Settecento europeo. In questo incrocio tra microstoria locale e grande storia culturale sta il valore di quel breve soggiorno: un episodio minore che illumina, con discrezione, la formazione di un uomo e il volto di un territorio.


Per approfondire:

  • Andrea Benedetti, Casanova a Pasiano, in “Il Noncello”, 47 (1978), pp. 171-178.
  • Antonio Trampus, Giacomo Casanova. Il mito di un avventuriero, Carocci, Roma, 2025.