La Loggia, anticamente “Lozza”, sorse nel 1291 nel cuore antico cittadino e in stretta relazione sia con il Duomo, fulcro spirituale, che con il fiume Noncello, via principale commerciale. Oggi simbolo cittadino, in origine era luogo in cui veniva amministrata la giustizia e venivano tenute le assemblee ufficiali dei rappresentanti della comunità.

Al momento della sua costruzione, di epoca medievale, la “Lozza” venne realizzata interamente in cotto. La struttura presenta una pianta trapezoidale su due piani. La loggia inferiore è aperta su tre lati con tre archi a sesto acuto sulla facciata e uno per lato sui fianchi laterali. Al livello superiore è presente un salone.

Nel 1542 l’estetica del palazzo subì una notevole evoluzione. La facciata fu arricchita con due pinnacoli in stile gotico che ne slanciarono la figura. Nello stesso anno venne aggiunto un avancorpo a torre, l’elemento che oggi definisce lo skyline pordenonese. Basato sul disegno di Pomponio Amalteo, allievo e genero del Pordenone, questo elemento presenta quattro blocchi sovrapposti di straordinario valore simbolico. Alla base si trova l’arco d’accesso con lo stemma del Leone di San Marco, testimonianza del legame con la Serenissima; segue il balcone dei proclami, da cui le autorità dialogavano con il popolo, e l’orologio astronomico. Nella sommità, il dado sommitale sorregge la campana civica, che venne sostituita nel 1838, e le due celebri statue dei “Mori” che battono le ore. I Mori recano, curiosamente, nei loro scudi gli stemmi di Pordenone e della casata d’Austria.

Nel XVII secolo, precisamente nel 1626, la sala superiore venne abbellita con il dipinto de Il Padovanino in cui venne raffigurato San Marco e la Giustizia, figura e tema caro all’amministrazione locale. La stessa sala consiliare, a partire dal 1811, inizia a essere uno scrigno d’arte in quanto ospita altre opere d’arte grazie anche a una donazione di fine Ottocento di Michelangelo Grigoletti. La luce natura, che esaltava questi tesori, filtra attraverso due eleganti trifore gotiche ad archi intrecciati a sesto acuto che dominano la facciata.

La Loggia fu un luogo versatile: oltre alla politica, il piano superiore ospitò nel tempo spettacoli teatrali e intrattenimento, ma anche funzioni pratiche come magazzino per le scorte di granaglie e il luogo di custodia delle armi. Sebbene la scala d’accesso sia interna, sul fianco esterno sono presenti ancora oggi tracce visibili di una scala a due rampe che un tempo conduceva direttamente al piano nobile. Dopo l’ultima pavimentazione del 1831, la Loggia rappresenta un luogo d’incontro cittadino.

Agli inizi degli anni ‘20 del XX secolo la giunta comunale decise di ampliare il palazzo comunale al fine di collocare gli uffici fino a quel momento distribuiti in più sedi. I lavori terminarono nel 1928. Ci fu un secondo intervento di ampliamento tra il 1957 e il 1976 a più riprese firmato dall’architetto Ignazio Cardarella.

Oggi è sede del Comune cittadino.