Il Friuli Venezia Giulia è davvero una regione in cui i giovani possono costruire il proprio futuro? Questa è la domanda da cui prende le mosse “Inneska”, il talk show organizzato dalla Consulta giovani di Reana del Rojale, un gruppo di ragazzi, tra i 14 e i 30 anni, stanco delle solite conferenze frontali.
L’incontro, che si è svolto sabato 24 ottobre, nasceva proprio per sperimentare nuovi modi di raccontare il Friuli e interrogarsi sulle opportunità che offre. Niente interventi individuali dal podio, nessuna lectio magistralis, ma una conversazione a più voci, una tavola rotonda con ospiti provenienti dagli ambiti più disparati: dal giornalismo allo sport di alto livello, dalla viticoltura alla comunicazione digitale.
Rosalba Tello, la moderatrice, Elena Rocco, Luana De Francisco, Michele Specogna, Marcutti, Andrea Cainero, Michela Battiston, Jordan Zemura hanno ciascuno un percorso professionale e personale apparentemente distante. A unirli, però, sono le radici nel territorio del Friuli Venezia Giulia, che hanno fatto da sfondo alle loro storie e ai loro percorsi.
Ma da dove partono esattamente queste storie? Alcune dai libri, come quella di Luana De Francisco, che ora scrive d’inchiesta nel Messaggero Veneto. Little Women è stato per lei la miccia che ha “inneskato” la bomba. Altri dalle passioni trasmesse in famiglia, o «trabocchetti», come li chiama Specogna: Cainero porta avanti l’eredità del padre; Specogna è vignaiolo nell’azienda agricola di famiglia. Battiston e Zemura devono la loro vocazione a una serie di coincidenze. Marcutti, invece, alla curiosità.
Storie che nascono dai trabocchetti, dalle passioni e dalle coincidenze. Ma anche dalle fratture. «Mi sentivo un vaso di vetro», racconta Elena Rocco, «tutti possono vedere attraverso quanto sto male». La sua frattura ha una data precisa: il 2002, quando, in sala parto, le viene comunicata la disabilità del figlio. A partire da quel momento, il suo futuro immaginato fino ad allora cambia. Nel 2011, nasce la Fondazione Radio Magica, un portale con storie in formati che potessero superare le difficoltà: audio, video con la lingua dei segni italiana e con i simboli, testi ad alta leggibilità con caratteri speciali per chi soffre di dislessia. Il percorso poi prosegue con l’Università di Udine, che avvia il primo percorso universitario dedicato a giovani adulti con disabilità cognitive.
All’Auditorium di Reana si parla di fratture, ma anche di multiformità. Se la storia di Elena Rocco racconta come dalle fratture nascono nuove energie, quella di Marcutti – nella vita privata, Marco Del Ben – mostra quanto è difficile incasellare una persona in un’unica definizione. Ingegnere informatico, speaker radiofonico e laureato ben tre volte, Marcutti è conosciuto sui social media soprattutto per il fenomeno del friulencer. L’ascolto di sé è il filo che lega ognuna di queste “forme”. Il momento di vuoto e il silenzio sono essenziali. Ai più giovani Marcutti invita a coltivare la curiosità, a ritagliarsi uno spazio di silenzio e ad ascoltarsi, laddove il mondo continua a proporre i suoi prodotti migliori.
Dopotutto, ognuno di noi è fatto di «innumerevoli sfaccettature» e, come ha ribadito Marcutti, è importante accettarle tutte.
E con i giovani d’oggi, di che si parla? Luana De Francisco tira in ballo la «cazzimma»: dal napoletano, forte determinazione e grinta. Elena Rocco ricorda i suoi maestri, accademici e non. Fra questi, Pierluigi Di Piazza, esempio di accoglienza: «Chi sono io per dire di no. Anche lui è una creatura del Signore». Andrea Cainero invita i giovani a muoversi liberamente e a darsi obiettivi propri, non necessariamente concordi con quelli imposti dai genitori. Michela Battiston, atleta olimpica, invece, insiste sull’importanza dell’organizzazione.
Ai giovani d’oggi non mancano affatto gli occhi brillanti, né il fuoco. Quello che manca, riflette Marcutti, è l’ossigeno, perché «per produrre fuoco servono carburante e comburente». La passione, insomma, non basta se mancano le condizioni per alimentarla.
E il Friuli Venezia Giulia ha le condizioni per alimentarla? C’è chi dirà di no, che il Friuli non è una regione per i giovani. C’è chi dirà che le conferenze sul territorio, per quanto capaci di accendere il dibattito, non bastano a rendere la regione un posto per i giovani. Eppure, una cosa è certa: i giovani prendono gli spazi. Sono loro la scintilla, al territorio spetta solo accoglierla e alimentare il fuoco. La Consulta giovani di Reana del Rojale e i giovani che scendono in piazza ne sono l’esempio.

Studentessa di Lettere, curriculum editoria, all’Università degli Studi di Udine. «Mi sembra che il linguaggio venga usato in modo approssimativo, casuale e sbadato» (I. Calvino, Lezioni americane). Per questo preferisco scrivere.