Nei primi decenni del nuovo millennio, Pordenone ha saputo reinventarsi rispetto alla sua natura di polo industriale, emergendo gradualmente in settori specifici. Tra tutti gli sviluppi, la Città ha dimostrato d’essere anche un piccolo laboratorio di ingegno fieristico, di cui l’attuale Fiera, secondo i numeri pubblicati negli ultimi anni e mesi, rappresenta il fiore all’occhiello.

Come molte altre particolarità pordenonesi, la tradizione fieristica di Pordenone affonda le proprie radici nella seconda metà dell’Ottocento. Già nel 1850 la città ospitava un appuntamento fieristico di rilievo: la Fiera di San Gottardo, organizzata nel mese di maggio nel “nuovo piazzale detto il Giardino” a cura della Congregazione Municipale. La manifestazione era riservata a bovini, cavalli e merci, ed era sostenuta direttamente dalla Pubblica Amministrazione.

Il 10 aprile 1857, il podestà Raimondo De Spelladi, a testimonianza dell’attenzione dell’amministrazione municipale verso le manifestazioni espositive aveva predisposto locali appositi per gli animali condotti al concorso dei premi, garantendone mantenimento e custodia per tutta la durata dell’esposizione.

Arrivò poi la modernità. Nel secondo dopoguerra, in un contesto segnato dalla ricostruzione economica e sociale, l’idea di creare una fiera iniziò a circolare nel 1946 al Caffè Flores di piazzetta Cavour, dove alcuni reduci dei campi di concentramento discussero le possibilità di rilancio economico della città.

Il 6 settembre 1947 venne inaugurata la prima Fiera Campionaria di Pordenone, finanziata in proprio dai promotori: Leonello Bresin e Corrado Segato convinsero gli sponsor, utilizzando persino l’auto prestata dal vescovo D’Alessi. L’apertura ufficiale avvenne con la presenza del colonnello H.N. Bright, governatore alleato per la provincia di Udine, presso le Scuole Gabelli. La prima edizione registrò un successo senza precedenti, con circa 50.000 visitatori.

Negli anni successivi, la fiera trovò nel dinamismo dell’imprenditoria pordenonese il suo motore principale. Le prime edizioni dal 1947 al 1961 si svolsero nel mese di settembre, all’interno delle Scuole Gabelli in viale Trieste. Tuttavia, già negli anni Cinquanta emerse la necessità di una sede stabile e funzionale.  La cittadella di via Molinari, ex “Casa del Balilla”, 22.000 metri quadrati, riproduceva in dimensioni ridotte le grandi fiere internazionali, offrendo spazio sia all’esposizione industriale sia a manifestazioni collaterali.

Le aziende locali, tra cui Zanussi-Rex, Grandi Impianti, Savio, Scala (Locatelli), Zanette, Bertoja e Sicep, insieme a imprese italiane e straniere, costituirono il nucleo industriale della manifestazione. In particolare, Luciano Savio, che aveva trasformato da artigianale a industriale l’Officina meccanica fondata dal padre nel 1909, fu uno dei protagonisti di questa stagione. La sua azienda era leader nel settore meccano-tessile, e Savio guidò la Fiera come Presidente fino al 1978, traghettandola poi verso nuove fasi di sviluppo sotto la presidenza dell’avvocato Giacomo Ros.

Nel 1961, anno del trasferimento in via Molinari, la Fiera venne riconosciuta come Ente pubblico economico e fu costituito il primo Consiglio di Amministrazione. Nel settembre 1963 il Presidente della Repubblica firmò il decreto di costituzione dell’Ente Autonomo Fiera Campionaria Nazionale del Friuli Venezia Giulia, con sede a Pordenone.

Negli anni successivi la Fiera ampliò il proprio raggio d’azione con manifestazioni specializzate come la Rassegna per la Ricerca Scientifica in collaborazione con l’Università di Trieste, il Salone del Turismo Invernale (Tur/In) e la ancora ben nota oggi Rassegna del Radiomatore, successivamente estesa a hi-fi, strumenti musicali e fotografia.

Nel 1975 la Fiera si trasferì nella nuova sede di viale Treviso, sulle rive del Noncello, con una superficie e una struttura in grado di ospitare eventi di maggiore dimensione. La nuova cittadella fieristica consentì l’organizzazione di fiere specializzate come Artigianato 1 (1975), Climauno (1976), Samu (1977), Sacar e Paido’s (1978), Orto/Giardino (1980), S.Of.E. e Salumetal (1982), Security (1984) e Fieramotori (1985).

L’espansione della sede proseguì con la costruzione dei padiglioni E (1978), F (1981), G1 e G2 (1982), oltre a nuove biglietterie, parcheggi e il nuovo corpo uffici avviato nel 1983 e completato entro il 1987.

Negli anni successivi la Fiera continuò a svilupparsi, consolidando un calendario sempre più articolato di eventi settoriali e tematici.

A partire dalla fine degli anni Ottanta, sotto la presidenza di Paolo Musolla (1987-1991), nacquero nuove manifestazioni come Edit Expo, salone del libro antesignano di Pordenonelegge, e si avviarono iniziative di internazionalizzazione.

Negli anni Novanta, nel pieno trionfo della cultura pop, venne organizzata la prima edizione del Naoniscon. Nato nel 1997 grazie all’associazione Club Inner Circle con l’idea di diffondere quello che chiamano “Gioco Intelligente”, ovvero tutto il mondo dei giochi da tavolo, di ruolo, di simulazione, di carte, con tornei, dimostrazioni, workshop e spazi per provare giochi nuovi o rari. Nel tempo questa manifestazione si è ampliata evolvendo lo spazio dedicato ai fumetti con gadget, action figure e uno spazio per cosplay, autori e disegnatori.

Negli anni Duemila la Fiera ampliò ulteriormente il proprio raggio d’azione con saloni innovativi, tra cui Happy Business to You (2011), salone del contract italiano esportato successivamente in Canada (2012) e in Iran (2014).

Nel 2017, in occasione del 70° anniversario della Fiera, furono introdotte due nuove manifestazioni: Aquafarm e Rive, segnando la continua capacità dell’ente fieristico di rinnovarsi e rispondere alle esigenze del mercato e della società. Più di recente, se NaonisCon è la leggenda “classica” locale del gioco e del fumetto, è sbocciata una nuova forma di festa pop: Extracon, manifestazione, organizzata da Pordenone Fiere insieme a Centro Fiera di Montichiari, che nel 2025 ha superato i 17 000 visitatori, con ospiti come l’attore Jason Isaacs (Lucius Malfoy in Harry Potter) o Cristina D’Avena.

 


Per approfondire:

  • 40 Fiera di Pordenone, Geap, Pordenone, 1986
  • La nostra storia, in https://www.fierapordenone.it/

Nelle foto: manifesto della Fiera di San Gottardo (1857); manifesto della prima fiera campionaria di Pordenone (1947); foto di una delle prime fiere del periodo 1947-1961; “Il territorio delle Grazie prima dell’insediamento del quartiere fieristico”; in 40 Fiera di Pordenone, Geap, Pordenone, 1986.