Uno fra i borghi più belli di tutto il Friuli-Venezia-Giulia è senz’altro Muggia. Essa ha saputo mantenere viva quell’aria di piccola cittadina di mare comune solo a poche altre località. Passeggiando per le calli si percepisce come quella non sia una città rivolta ai turisti, ma alle persone che ci vivono.

Ciononostante, Muggia offre al visitatore bellissimi edifici, panorami stupendi e una tradizione radicata nel tempo: il suo carnevale.

Il nome di Mugla compare per la prima volta nel 931, anche se ci sono motivi di credere che la sua storia sia analoga a quella di Trieste: in principio castelliere preistorico trasformato poi in castellum romano (è presente la tipica mappa romana con cardo e decumanus) e infine in rocca medievale. Sino al 1420 fu sotto il dominio temporale dei patriarchi di Aquileia, passando poi sotto l’influenza della Serenissima. La cittadina fiorì con il commercio del sale verso la Slovenia in questo periodo. Dopo la caduta di Venezia (1797) passò a far parte dell’Austria, infine divenne italiana nel 1918.

Sono ancora visibili alcuni edifici relativi alla sua storia: il Duomo,  la chiesa di S. Maria Assunta e il palazzo comunale sono i più significativi e interessanti da visitare.

Ma ciò che infiamma Muggia è, come già accennato, il suo carnevale, anche se chiamarlo carnevale è riduttivo. Si tratta di un vero e proprio tuffo nella storia e nelle usanze della città. I primi segni del “mato carneval” sono databili attorno al 1420, segno che è una tradizione antica e radicata.

La festa, arrivata alla 63° edizione moderna, si apre con il tradizionale “Ballo della Verdura” dove le persone danzano con ghirlande di verdura in testa portando allegria a tutti gli astanti. Nei giorni seguenti la festa prosegue con varie sfilate e balli tradizionali. Il fulcro della festa sono le sfilate dei carri allegorici, gigantesche montagne di cartapesta mosse da ingegnosi meccanismi e frutto della passione e della tenacia umane.
Per circa una settimana Muggia si colora e si riempie di gente e sembra che le case si debbano spostare per fare spazio alla folla. Persino il mare si fa più silenzioso di fronte all’allegria che invade le calli. Poi lentamente tutto torna alla normalità: le mamme sbattono gli abiti dei bambini dai coriandoli, lo spazzino pulisce la piazza dalle stelle filanti. Tutto si acquieta.

Tuttavia, il pensiero del carnevale non esce mai dalla mente del muggesano vero. La festa viene ripresa in agosto e poi ci si rinchiude di nuovo a pensare al successivo carro mascherato.

Questa è Muggia: una piccola e incantevole finestrella sull’Adriatico che due volte all’anno si anima e diventa un’enorme arena colorata.

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