Il muro di Gorizia: una barriera quasi attuale?

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Voliamo di nuovo a Gorizia, la città di confine con la vicina Slovenia. In un articolo precedente si era già parlato di questo posto in termini più generali/storici, questa volta, però, ci concentreremo sul Muro di Gorizia.

Dopo una breve salita dal centro di Gorizia, si arriva nel quartiere di Montesanto e proprio sul valico con la cittadina slovena Nova Gorica si trova “Piazza della Transalpina”. Oltre alla stazione che si trova dal lato di Nova Gorica, l’altro punto di interesse è il centro della piazza, dove si trova un mosaico circolare ad opera di Franco Vecchiet. La caratteristica di questa struttura è la sua realizzazione, infatti permette al visitatore di passare da “uno stato all’altro” con estrema facilità: un piede in Italia ed uno in Slovenia.

Dal punto di vista storico, dopo la Seconda Guerra Mondiale si tracciò il confine tra l’Italia e la Jugoslavia e così nel mezzo della piazza venne issato il “Muro di Gorizia”, cioè una rete molto alta che separava i due stati. Questo confine diventò importante perché fu tra i simboli che rimarcavano la differenza politico-ideologica tra l’Europa occidentale e quella orientale durante gli anni della guerra fredda. Durante quel periodo la sicurezza era molto alta, infatti in Friuli Venezia Giulia venne schierata oltre la metà dell’esercito italiano per l’”Emergenza T” – T stava per Tito-. Per molti anni la situazione rimase statica: piccole tensioni ogni tanto e qualche dissapore tra gli abitanti delle due città, ma niente di grave.

La circostanza cambiò quando, pochi giorni prima dell’entrata della Slovenia nell’Unione Europea, iniziò l’abbattimento del muro. Per celebrare il grande evento, nella notte tra il 30 aprile ed il 1 maggio 2004, Gorizia e Nova Gorica organizzarono un grande concerto in Piazza Transalpina. Questa fu solo una delle prime collaborazioni tra le due città e ne sono la prova i numerosi progetti e gli eventi che Gorizia e Nova Gorica hanno realizzato insieme in questi anni.

Ad oggi, nonostante una certa differenza che si sente tra le due città, esse collaborano come se fosse una sola, come un tempo: niente controlli o posti di blocco, la famosa benzina che conviene andare a fare in Slovenia, mentre qualche altra cosa che è meglio prendere in Italia, bambini italiani che imparano lo sloveno e ragazzi sloveni che imparano l’italiano. Alla fine di tutto, bisogna ricordare che Gorizia e Nova Gorica un tempo erano la stessa città, che purtroppo fu divisa in due da un muro e ancora adesso ne paga le conseguenze.

Ci si impegna a costruire muri, si sta poco per abbatterli, ma si stanno anni per ricostruire collegamenti.

 

Fonte immagine: turismo.fvg.it

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