Ore 19.00, PalaProvincia pieno nonostante il cambio di location avvenuto quasi all’ultimo minuto. Michael Dobbs si presenta in anticipo, con il tipico savoir faire britannico saluta e ringrazia il pubblico e – molto politically correct – l’editore Fazi.

Si inizia parlando della serie tv che ha reso celebre “House of Cards” e quindi i libri di Dobbs. L’autore inglese ama raccontare aneddoti per descrivere le situazioni in cui si è trovato scrivendo la trilogia. I primi sono per i politici, amanti dello show business a suo dire, i quali dopo aver letto i suoi libri o aver visto la serie gli chiedevano “Ma sono io Francis?”

Francis è infatti il protagonista del libro e della serie, Urquhart nella versione inglese e Underwood in quella americana. Altra divertente storia è infatti la nascita del suo nome, in particolare delle iniziali FU: richiamano una non molto elegante espressione inglese che Dobbs scrisse ripensando alla durezza del suo vecchio capo, Margaret Thatcher. E sulla Iron Lady non poteva ovviamente mancare qualche domanda, il suo vecchio capo di Gabinetto la definisce “una donna che non passa il suo tempo a leggere vicino al caminetto”.  Non ha letto House of Cards.

L’autore quindi passa all’attualità. Molti grandi politici hanno letto il libro e visto la serie tv e Dobbs si lascia sfuggire una piccola riflessione amara pensando ai Governanti europei “oggi vedo molti manager politici e pochi grandi leader, ma di questi ultimi abbiamo un grande bisogno”. Specie in un periodo come questo, dove la fiducia nella politica non è alle stelle e infatti il Lord con molta tristezza deve parlare anche del referendum scozzese, definendolo come un sintomo della lontananza percepita tra i cittadini nei confronti del Governo di Sua Maestà.

Le ultime parole sono dunque per la Monarchia, grande protagonista implicita nel secondo libro “Scacco al Re”, dove Francis sfiderà l’erede dei Windsor. “Il principe Carlo?” chiede l’intervistatore ma l’abile politico-scrittore si trincera dietro la fantasia dell’autore.

Siamo certi sarà un altro appuntamento da non perdere con gli intrighi del potere che comunque – ha assicurato Dobbs – ritroveremo anche nella terza serie della versione americana.

Come direbbe Francis Underwood: “Did you think I’d forgotten you?”

 

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