Crescere, che palle!

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Sarah Andersen è una giovane artista ventenne di New York. Così la quarta di copertina descrive l’autrice, continuando con “E questo non è un libro autobiografico. Proprio per niente.”

Crescere, che palle! Sarah’s scribbles, uscito nel 2016 con BeccoGiallo, è invece una raccolta di strisce a fumetti che più autobiografiche non si può. Dallo stile cartoonistico e i tratti semplificati, le 111 tavole a fumetti ci raccontano la vita di una giovane ragazza, dalla scuola fino alla tarda adolescenza. Il faccione espressivo della ragazza, contornato da una massa di capelli neri ribelli, esprime sensazioni ed emozioni che molti provano ad attraversare il tunnel degli amori e degli orrori che si chiama adolescenza.

I temi ricorrenti sono il guardaroba, le mestruazioni, gli appuntamenti, le mestruazioni, le pulizie di casa, le abitudini di un topo da biblioteca, il rapporto coi social e le mestruazioni. Diciamo che l’utero e le ovaie fanno da co-protagoniste in questa narrazione, così come giocano effettivamente un ruolo fondamentale nella vita di una ragazza. Sarah ce le mostra con un caratteraccio e un ghigno, sempre in agguato per mettere nei guai la protagonista.

Il titolo originale inglese della raccolta, Adulthood is a Myth, ci fa riflettere su quando effettivamente ci sia (e se ci sia) il passaggio all’età adulta. Cosa rende adulti? Un lavoro, finire l’università, pagare l’affitto, un figlio? E quando si diventa adulti? A diciotto, vent’anni, a trenta? Sarah Andersen gioca con la nozione di “età adulta”, che di sicuro è cambiata nelle ultime generazioni, di pari passo con la difficoltà a trovare un lavoro e mantenersi, rimandando la scelta di avere un figlio e lasciare la casa dove si è cresciuti.

Crescere comporta obblighi e responsabilità che gravano su di noi, e che forse sono più dei benefici che riusciamo a trarne, ovvero maggiore libertà e capacità di agire. Molti teenager bramano la patente, la possibilità di uscire da soli e stare fuori quanto si vuole, lasciare casa per non sentirsi pressati dai genitori. Ma ad entrare nel mondo degli adulti ci si sente sperduti e in balia delle scelte da fare, le quali determinano il nostro futuro. D’altro canto, sono le esperienze ad insegnarci qualcosa, e non la teoria. Per fortuna ci vengono in aiuto i fumetti e in particolare la Andersen, che ama scherzare sopra i piccoli e grandi drammi della vita, ad esempio tenere per mano un ragazzo carino, (non) resistere alla tentazione di comprare qualcosa, i pro e i contro dell’allenarsi e dell’alzarsi dal letto la mattina.

Raffigurati in una tavola in bianco e nero, anche i difetti e le insicurezze diventano la cosa più divertente del mondo, e non ci spaventano più.

Nel frattempo, qualche mese fa è uscito anche Un grosso morbidoso bozzolo felice. Sarah’s Scribbles #2, edito in Italia nuovamente da BeccoGiallo.

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